martedì 14 maggio 2013

PensieriOltreblog #2: "Nuova Terra. Gli occhi dell'erede" di Dilhani Heemba

Buongiorno, lettori!
Ritornano i Pensieri Oltreblog, in cui ospitiamo le recensioni che i nostri colleghi e le nostre colleghe blogger hanno piacere di condividere con noi, arricchendo Italians do it Better - Books edition con le firme italiane.
Questo spazio virtuale, infatti, vuole essere il rifugio di tutti i lettori che vogliono conoscere meglio il ricco panorama delle pubblicazioni italiane. Eccoci, quindi, pronte ad accogliere Angharad del blog La Bella e il Cavaliere.

Angharad ci ha raccontato con entusiasmo della saga di Nuova Terra e ha espresso il desiderio di far conoscere al pubblico la talentuosa autrice Dilhani Heemba. Lasciamo, allora, che sia lei a raccontarci le sue impressioni sul primo volume della saga.

Titolo: Nuova Terra. Gli occhi dell'erede
Autore: Dilhani Heemba
Editore: autopubblicato
Prima edizione: 2011
Pagine: 586
Prezzo: € 9,95 presso l'autrice - € 16,93 su Lulu.com


È difficile per me recensire Nuova Terra. L’ho amato molto e ho tante, troppe cose da dire e il mio timore è di delirare senza riuscire a dire qualcosa di sensato.
L’ho letto con calma e poco per volta, costretta dagli esami imminenti, e sono contenta di averlo fatto, ho potuto centellinare le pagine e dilatare le emozioni. Se c’è una cosa di cui mi pento, è di non averlo letto prima.
È di certo un romanzo complesso, innanzitutto perché Dilhani ha attinto da diversi generi, tanto che non è possibile definirlo esattamente: ha elementi di un paranormal romance, ma vi sono anche avventura, fantascienza e un’ambientazione post-apocalittica.
E quest’ultima è incredibilmente realistica e ben costruita: il mondo come lo conosciamo noi ha avuto fine nel 2012, quando una serie di stravolgimenti, climatici e non, ha modificato profondamente il nostro pianeta, a tal punto che dopo tale data sarà chiamato Nuova Terra.
Gli Umani non sono più la Razza dominante. Infatti, ad abitare il pianeta troviamo anche i Bamiy, i Lupi Grigi, e i Tiouck, le Tigri Bianche; due Razze di mutaforma, che sono state create proprio dagli Umani prima del 2012 col preciso intento di creare una specie forte e resistente.
E la storia inizia duecento anni dopo a Roma, che si trova in una Nuova Eyropa sotto il giogo dei Bamiy.
A narrare le vicende in prima persona è Shayl’n Til Lech, un’orfana cresciuta in una creche, convinta di essere solo una dei tanti Umani abbandonati a se stessi.
L’unico particolare indicativo della sua diversità sono gli occhi: neri, ma con un cerchietto verde intorno alla pupilla. Sembrerebbe un insignificante dettaglio, se non fosse che in tutta Nuova Eyropa gli Umani hanno gli occhi scuri, sono invece le due Razze di mutaforma ad avere una colorazione chiara, verde per i Lupi e azzurra o grigia per le Tigri. Shay viene rapita dalle Tigri Bianche ed il loro Capo Branco, Ahilan Dahaljier Aadre, le rivela che nelle sue vene scorre il sangue delle tre Razze e il suo ruolo fondamentale nella guerra che ormai si combatte da duecento anni tra Bamiy e Tiouck.

A partire dal loro incontro, vi sarà un susseguirsi di eventi ininterrotto. Ci sono pochi attimi di respiro, in cui crogiolarsi nella calma e tranquillità, seguiti da vicende che susciteranno rabbia, disperazione, tristezza e tutta un'incredibile serie di emozioni.
Nel suo essere fantasy, nell’accezione più ampia del termine, riesce anche ad essere estremamente realistico. E mi riferisco a particolari come i bambini soldato, o alla creche, piccole realtà che esistono oggi nel mondo e che hanno composto il mosaico che è Nuova Terra rendendolo più vivo e vero. Tasselli importanti sono anche i personaggi, che sono ben caratterizzati e credibili, anche quando hanno solo un piccolissimo spazio, nessuno è privato di una propria personalità.
Shay è sicuramente quella che conosciamo meglio, dato che è lei a narrarci gli eventi. È una ragazza forte e combattiva, ma che ha i suoi momenti di fragilità; cerca sempre di comportarsi seguendo ciò in cui crede, tanto da mettersi nei guai più e più volte; si arrabbia, commette errori, ma si rialza sempre.
Shay sarà legata fin dall’inizio a Dahal, il Capo Branco. I due si innamorano e il loro rapporto è il filo d’Arianna del romanzo, ciò che condiziona le parole e le azioni di Shay, nel bene e nel male. Ho apprezzato particolarmente il loro amore perché vi è una vera e propria evoluzione: nasce come attrazione, come passione, per poi diventare qualcosa di più forte e duraturo.
E ovviamente ho apprezzato (per dirla in termini soft) Dahal, non poteva essere altrimenti. Forte e leale, dolce e passionale… spesso mi sono ritrovata a parteggiare per lui, più che per Shay.
Tanti altri personaggi sono riusciti a conquistarmi, anche se si incontrano poche volte e per breve tempo, nessuno è rimasto privo del mio affetto. Mi sono affezionata a molti di loro, tanto che per coloro che hanno avuto un triste destino ho anche versato lacrime, tante lacrime, e il mio cuore si deve riprendere dai colpi.
Dilhani mi ha trascinata con le sue parole su Nuova Terra, fra i suoi ghiacci, i suoi deserti e le sue battaglie. Mi sono trovata a viaggiare insieme a Shay, a imprecare contro di lei e Dahal, a esultare, ridere, piangere. È stata una lettura intensa e che mi ha lasciata sotto shock, non solo per gli eventi finali (grazie ai quali ho seriamente meditato di fare una visitina a Dilhani… si è salvata con le ultime pagine!), ma perché mi sono ritrovata all’improvviso di nuovo a casa mia, nella mia stanza, senza aver la più pallida idea di cosa ci facessi qui.







con l'aggiunta di mezzo cuorcino tricolore!


Tanti saluti, lettori, io me ne torno a Nuova Terra!

Buon viaggio, Angharad e grazie per aver condiviso con noi la tua recensione!

4 commenti:

  1. Io l'ho acquistato direttamente dall'autrice settimana scorsa e spero che mi arrivi presto ^^

    RispondiElimina
  2. sono in lettura e non posso trarre conclusioni. Però un pensiero ce l'ho, una domanda in realtà: perché questo libro non è sugli scaffali delle librerie? O l'autrice non era interessata alla pubblicazione con qualche CE, oppure c'è qualche baco nel sistema di selezione dei manoscritti. Perché la scrittura di Dilhani abbonda di talento e di idee. Cifre stilistiche originali, sviluppi che non insultano l'intelligenza. Un testo, a suo modo, importante.

    RispondiElimina
  3. Innanzitutto grazie alle ragazze di Italians per aver pubblicato la mia recensione! Tengo molto a questa saga e vorrei fosse più conosciuta. ^_^

    @Monica: sono curiosa di sapere che ne penserai! ^^

    @Bianca Marconero: Dilhani ha mandato il romanzo alle case editrici, ha anche raccolto ciò che le hanno detto quando glielo hanno rifiutato..ci sono davvero delle perle (come il "è troppo complesso per il pubblico italiano"). -.- Ed è un vero peccato, perché è originale e ha un bello stile.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ah beh il pubblico Italiano invece si merita "50 sfumature di noia" come l'ho chiamato io O.o non ho parole!

      Elimina