venerdì 19 luglio 2013

Intervista #9: Conosciamo meglio Isabel Harper


Dopo aver letto i primi due capitoli della saga de IL FUOCO SEGRETO DI ALTEA,
edita dalla Piemme nella collana Il Battello a Vapore,
ho avuto il piacere di intervistare Isabel Harper, pseudonimo della coppia Marco e Isabella.


Le illustrazioni sono molto belle, avete dato direttive specifiche alla disegnatrice o sono stati gli stessi romanzi ad ispirarla?
L’illustratrice, Silvia Bigolin, ha fatto tutto da sola, ed è stata bravissima. Ha capito tutto: ambiente, personaggi, spirito del libro… e ci ha messo anche molto del suo, arricchendo l’atmosfera del libro.

Quanto di Isabella e quanto di Marco è in questo romanzo?
Rispondere a questa domanda è un po’ come gustare una fetta di torta e poi chiedersi: “ma nel pan di spagna, quanta farina e quanto zucchero c’erano dentro?” In realtà, una volta cotto il pan di spagna, è impossibile dire cosa è zucchero e cosa è farina: è pan di spagna e basta.
Per noi è un po’ la stessa cosa: dopo aver scritto insieme la sinossi, ci dividiamo i capitoli e poi scriviamo “a strati”, cioè quello che scrive uno dei due viene poi rivisto, arricchito e completato dall’altro. Perciò alla fine è praticamente impossibile dire cosa sia stato scritto da Marco e cosa da Isabella.

Nel primo episodio avete sviluppato per lo più il tema dell'amicizia, in questo secondo episodio avete affrontato il tema dell'amore, nei prossimi, invece, esplorerete altri sentimenti positivi?
Noi pensiamo che scrivere un libro per ragazzi sia un’occasione per provare a trasmettere i valori positivi in cui crediamo: l’amicizia, il rispetto della libertà individuale e collettiva, la solidarietà, la giustizia, il rispetto per la natura e l’importanza di preservare e difendere l’ambiente. Più che temi, sono tracce che solcano i nostri racconti. Nel terzo libro i personaggi si troveranno impegnati a difendere la natura misteriosa dell’isola di Keola, mentre uno dei personaggi avrà molte difficoltà da superare, dovrà fare i conti con i suoi limiti e ritrovare la fiducia in se stesso.

La missione dei giovani protagonisti ovviamente non termina qui, visto che sono previsti altri due episodi, l'entrata in gioco di nuovi personaggi ed il ritorno di altri personaggi minori del primo episodio infittiscono la trama e qualcosa si intuisce sulla madre di Ailan. Possiamo sperare in un lieto fine e giustizia come conclusione?
Rivelare il finale rovinerebbe la sorpresa, ma possiamo dire che sicuramente alcune cose finiranno bene, altre male, e qualcosa non si risolverà del tutto. Insomma, trionfo del bene e della giustizia sì, ma purtroppo il male esiste e non sempre si riesce a sconfiggerlo del tutto. La lotta continua e il bene conquistato va difeso.

Quali sono i vostri generi letterali preferiti? Qualche titolo esplicativo per entrambi?
Per rispondere potremmo citare un detto di Louis Armstrong: “Esistono solo due generi di musica: la buona musica e la cattiva musica”. È un modo un po’ provocatorio per dire che, molto più del “genere”, è importante la “qualità”. Noi amiamo leggere di tutto: dai grandi classici ai gialli, dalla fantascienza alla narrativa contemporanea, al fantasy.

Come è nata la vostra ispirazione per questa saga fantasy destinata ai piccoli lettori?
È molto difficile dire da cosa sia nata l’ispirazione per la nostra storia. L’idea iniziale, infatti, si è combinata con tanti elementi molto diversi tra loro: film, letture, spunti presi dalla realtà di tutti i giorni e dalle persone che abbiamo incontrato nella nostra vita. Per esempio, per tratteggiare l’ambiente steampunk, ci siamo ispirati alle atmosfere che si respirano nei libri di Verne e H.G.Wells. Per i personaggi, a volte ci siamo rifatti a persone reali. L’idea di partenza è stata quella di una strana bottega in cui vengono conservati degli oggetti bizzarri, le Invenzioni Dimenticate. Attorno a questo primo spunto abbiamo poi costruito un mondo. Possiamo dire che l’idea iniziale è maturata ed è cresciuta a poco a poco, attraverso lunghe sedute di brainstorming, in cui abbiamo provato a liberare la fantasia per creare il mondo di Altea, i personaggi, la trama…

Una domanda personale, com'è lavorare in coppia col proprio partner?  (vorrei la versione di ognuno di voi )
Marco: Facciamo coppia da tanti anni, e vivere questa avventura insieme a Isabella mi fa sentire un po’ come mi sentivo all’inizio della nostra storia: pieno di energia e di aspettativa. E poi, scrivendo a quattro mani, non solo le idee arrivano con più facilità, ma è anche più facile accorgersi degli errori. Certo, a volte ci troviamo coinvolti in accesi confronti ‘letterari’, ma alla fine troviamo sempre un punto di vista comune.
Isabella: scrivere insieme è molto divertente e ci offre anche il pretesto per prenderci degli spazi per noi due. Con la scusa che dobbiamo scrivere, ogni tanto riusciamo a fare qualche piccola fuga in montagna o in riva al mare. La cosa che preferisco, però, sono le nostre sedute di “brainstorming” in pasticceria, con il computer aperto e una bella cioccolata calda davanti. Amo molto anche i momenti in cui cominciamo a ridere per le situazioni umoristiche che ci piace inventare e inserire nei nostri libri. Marco ha una risata molto contagiosa! Ridiamo molto insieme e questo mi pare un buon segno, sotto tutti i punti di vista.

Dopo questa saga, che prevede altri due episodi, avete già altri progetti letterari per il futuro?
Con questi primi due libri siamo arrivati solo a metà percorso, per cui ci sembra un po’ presto per parlare di progetti futuri. Una cosa è certa: il mondo di Altea sta diventando talmente ricco, che sarebbe un peccato non scriverci qualche altra avventura, magari con altri personaggi.
Oltre ad Altea, abbiamo anche altri spunti e un paio di idee in “avanzato stato di composizione”, che non vediamo l’ora di sviluppare e di proporre. Ovviamente non sappiamo ancora se le nostre idee incontreranno l’interesse degli editori: ma tutto questo non fa che rendere più interessante la sfida. Come diceva Buster Keaton, il bello è riuscire ad avere sempre un’idea in più.

Conoscevate questa saga per ragazzi? Non rientro ovviamente nel range di età a cui è destinata eppure l’ho iniziata a leggere con piacere ed interesse.



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