lunedì 10 marzo 2014

Recensione: "OSCURE GIOIE. BIJIOUX DE DEUIL" di Virginia de Winter

Titolo: Oscure Gioie. Bijoux de Deuil
Autore: Virginia de Winter
Editore: Selfpublished
Prima edizione: febbraio 2014
Pagine: Formato kindle 1929 KB
Prezzo: € 2,99

Trama:

Nell'alta società di Londra si mormora che sia più bello di Dorian Gray e più cinico di suo zio, Lord Henry Wotton. E, in effetti, Sebastian Fane, conte di Darlington, potrebbe dare lezioni di dissolutezza a chiunque. 
Durante la sua vita è sempre stato abituato a prendere ciò che vuole: infrange cuori maschili e femminili senza scrupolo alcuno, consumando le passioni con la medesima noncuranza che riserva alle sue sigarette. Ma il corso del suo destino è destinato a mutare quando, in una sordida taverna di Whitechapel, si troverà a incrociare le armi per difendere un giovane sconosciuto. 
Raven Armitage è bello e sfuggente, con un accento francese e una voce melodiosa che rendono impossibile non cedere alle sue incantevoli menzogne. Per la prima volta nell'esistenza di Sebastian, sarà qualcun altro a imporre le regole del gioco, accendendo in lui una passione che minaccia di travolgerlo senza possibilità di scampo. 
Nella Londra di fine Ottocento, divisa tra la tradizione della nobiltà e l'avvento del futuro, ha così inizio un'indagine pericolosa, una caccia all'uomo tra il lusso delle sale da ballo e lo squallore delle fumerie d'oppio, una lotta senza quartiere contro un nemico che si nutre della magia più oscura e che schiera ai suoi ordini un esercito di morti per arrivare a insidiare anche la vita di Sua Maestà la Regina... 

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La mia recensione
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Quando ho saputo dell’uscita di un nuovo libro di Virginia De Winter non ho fatto domande. L’avrei letto comunque, ma mi è bastato sentir parlare di “Londra vittoriana” e “slash” per capire che quel libro doveva essere mio. 
A questo proposito, vorrei ringraziare l’autrice per avermi permesso di leggerlo in anteprima.

Oscure Gioie si distacca dal mondo della Vecchia Capitale e delle Novem Nationes per farci tuffare nella Londra vittoriana, in particolare quella descritta ne Il Ritratto di Dorian Gray. I piccoli riferimenti all’opera di Oscar Wilde sono sparsi in tutto il romanzo e scovarli fa parte del gioco, insieme alle indagini che coinvolgono i protagonisti.

Sebastian Fane, conte di Darlington e nipote di Lord Henry Wotton (vi ricorda qualcosa questo nome?) è un dissoluto e un cinico, con una grande passione per l’infrangere cuori. Nella vita ha sempre ottenuto ciò che voleva, e molto di più, ma le cose stanno per cambiare. La sua fidanzata è morta misteriosamente e, se anche non mostra nessun rimpianto per la fanciulla, gli eventi che questa disgrazia ha messo in moto non tarderanno a travolgerlo. 

Se nemmeno la musica poteva toccarlo - simile a dita che solleticavano il respiro e colpivano, giocose, la superficie del cuore, spingendone i palpiti dove non avrebbero nemmeno dovuto arrivare - che cosa poteva farlo davvero?
Dissoluto, pensò, un donnaiolo e chissà cos'altro.
Allontanato da Eton. Oceani di sterline per soffocare uno scandalo. Mostro dagli occhi verdi. Cuori in rovina e una fidanzata suicida.
Moralmente, un assassino.
Vent'anni di puro inferno.

Noi tutte ringraziamo la cara Virginia per averlo fatto così bello, ma la parte migliore sono i dialoghi con l’amico (più che amico?) Colin Seymour. Riguardo il quale la sottoscritta aspetta un seguito, sia chiaro.
In una losca taverna di Whitechapel, Sebastian si imbatte in un misterioso giovane, Raven Armitage; bello e dall’affascinante accento francese, il ragazzo dimostra subito di essere portatore di guai. Inevitabile quindi che tra i due nasca qualcosa di intenso, o di assurdamente folle, come forse il nostro Colin direbbe.
Non vi svelo altro perché metà del divertimento è proprio scoprire cosa hanno in mente i personaggi e poi è così breve (sì, breve! Se non supera le 500 pagine per me è troppo corto) che aggiungere dettagli sarebbe un delitto. 
Immagino abbiate già capito che ho adorato l’intero romanzo. Lo stile della De Winter è assolutamente inconfondibile, ricercato e ironico, un’accoppiata fenomenale che non mi è mai capitato di trovare in altri autori. Le atmosfere che già mi avevano stregata in Black Friars tornano in questo romanzo accentuate dall’ambientazione vittoriana. 

Londra aveva il solo pregio di saziare di oscurità chiunque la desiderasse.

Ammetto che questo libro non mi ha saziata del tutto, e non perché non fosse bello, ma per l’esatto contrario: mi è piaciuto tanto che ora aspetto il seguito e non sarò soddisfatta finché non lo avrò tra le mie mani!
Avendo amato tanto anche Il Ritratto di Dorian Gray, di cui c’è così tanto in questo romanzo, per me è stato impossibile non farmi travolgere. Sono sicura di essermi fatta sfuggire molti dettagli che potrei cogliere solo rileggendo attentamente entrambi i libri, ma sono anche sicura di non essere l’unica a essersi divertita tanto nel cercarli. 
La parte romance si unisce al lato noir perfettamente, senza stridere. Il miglior pregio della De Winter, forse, è proprio la sua capacità di rendere naturali e fluide tutte le sue trame e sottotrame. A volte non è facile starle dietro, proprio per la sua capacità di unire fili che a noi sembravano di poca importanza e arrivare così al risultato finale. Riesce sempre a sorprendermi, e per me è la cosa più importante che dovrebbe fare uno scrittore.


3 commenti:

  1. Uffaaaaaaaaa, Alaisse fortunata oh! Voglio anche io!

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  2. Lo vogliooooooooo!!!!
    Per prima cosa ha una cover assolutamente splendida e poi la trama...così intrigante!!!!!

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  3. Oh mio dioooooo!!! voglio, anzi devo avere assolutamente a costa della vita questo libro!!!!
    Oscure Gioie sarai mioooooo!! bella recensione

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