Recensione: GRAY di Francesco Falconi

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Titolo: Gray
Autore: Francesco Falconi

Prima edizione italiana: 29 Aprile 2014
Editore: Mondadori (Chrysalide)
Prezzo: € 17 (rilegato con sovracopertina); € 4,99 (ebook)

TRAMA
Dorian osserva l'Anima Nera strisciare sulla sua pelle come un tatuaggio, avvolgersi alla spalla e raggiungere la sua schiena. È il serpente oscuro che l'ha condannato a un inferno in terra: l'immortalità. Cent'anni prima, di fronte a un ritratto che esaltava la sua bellezza, Dorian ha osato desiderare di rimanere giovane e seducente per sempre: il suo desiderio è stato esaudito, ma il prezzo da pagare è un baratro infinito di estasi e perdizione. Layla è tormentata da un demone che le toglie il respiro, la ragione e la volontà. È prigioniera di un corpo che sente disarmonico e deforme. Il suo rifugio è l'arte, e quel ritratto di ragazzo che da sempre disegna con precisione maniacale, occhi di ghiaccio e corpo perfetto, pur non avendolo mai conosciuto. In una Roma incantevole e superba, Dorian e Layla stanno per incontrarsi e i loro destini si allineano come tessere del domino in attesa di essere sfiorate.



LA MIA OPINIONE

Su questo romanzo ho davvero moltissime cose da dire, ma come sempre comincerei dalla trama, onde evitare pasticci.
Immaginate che Dorian Gray non sia mai morto.

Dorian è nato nel 1890 (anno di pubblicazione dell'opera di Oscar Wilde), e nel 1910 ha appena vent'anni. Durante un viaggio a Parigi con il suo mentore Henry, decide di farsi ritrarre da uno dei tanti artisti di strada e osservando il lavoro terminato, esprime il desiderio di rimanere per sempre giovane e bellissimo come nel ritratto. E' a quel punto che una voce gli chiede se sarebbe disposto a tutto, anche a vendere la sua anima al diavolo pur di vedere questo desiderio esaurito, e Dorian risponde di sì.
Da quel momento la sua vita allo stesso tempo si riempie e si svuota: Dorian resta bellissimo e la sua figura non viene intaccata dallo scorrere del tempo, ma la sua anima diventa corrotta. Dorian non fa altro che cercare di riempire la sua vita in qualche modo, ma non sa fare altro che lasciare che le persone si innamorino di lui, che lo desiderino fino ad esserne ossessionate, per poi abbandonarle nel dolore. Questo finché non incontra Layla, una ragazza che da anni convive con la dismorfofobia, una malattia che fa sì che la sua mente produca un'immagine diversa del suo corpo quando lei si guarda allo specchio, tanto che lei si vede come un mostro deforme. Ciò ha come conseguenza dei terribili attacchi di panico.
Layla per questo è diventata sempre più schiva e si è allontanata da tutti. Gli unici punti fermi della sua vita rimangono il fratello, Giacomo, e il suo grandissimo amore per l'arte.
Quando Dorian scorge Layla, durante una serata nel suo locale, pensa che sia la sua prossima vittima perfetta: una ragazza insicura, che si sente un pesce fuor d'acqua è facile da sedurre e abbandonare.
Ma Dorian non ha messo in conto che Layla potrebbe essere diversa da tutte le persone che ha incontrato fino ad ora.


Gray, come avrete capito, non è una semplice rivisitazione de Il ritratto di Dorian Gray. L'opera di Wilde è presa come punto di partenza, perché la storia poi assume una sua autonomia e delle sfaccettature diverse da quelle dell'opera originale.
La storia è misteriosa, intrigante, complessa ma allo stesso tempo una di quelle che ti costringono attaccato alle pagine, da leggere tutte d'un fiato.
I due protagonisti, Layla e Dorian, sono delineati ed approfonditi benissimo.
Anche se l'autore non si dilunga in descrizioni, da frasi brevi e semplici e uno stile senza troppi fronzoli, capiamo moltissimo dei suoi personaggi man mano che li vediamo in azione.
Inoltre, l'aura di mistero che li avvolge non fa altro che incuriosire di più il lettore.
Questi due protagonisti inizialmente sono un po' l'emblema della società di oggi: Dorian per più di un secolo ha venduto il suo corpo al migliore offerente, solo un corpo bellissimo, ma non un briciolo d'amore per tutti gli amanti che ha avuto.
Dall'altra parte Layla è ossessionata dalla sua immagine, che vede distorta in modo mostruoso, e trova rifugio solo nella sua passione per il disegno.
Entrambi hanno rinunciato alla ricerca di quel legame che in qualche modo possa farli stare bene con qualcuno, Dorian per abitudine, perché vive la sua come una maledizione alla quale non è possibile trovare alcuna via di scampo, Layla perché ormai ha perso qualsiasi fiducia nel mondo al di fuori di quella prigione che lei stessa si è costruita.
Avrete capito che Layla e Dorian sono due personaggi molto diversi all'apparenza, ma c'è un filo che li lega, qualcosa che li accomuna, come se da sempre si fossero cercati.
E poi c'è l'amore per l'arte e per la bellezza in generale che li accomuna, ma quella che vivono insieme è un'esperienza che fa capire loro che la bellezza può trovarsi anche nell'imperfezione.
Anche i personaggi minori sono definiti bene, e tutti hanno le loro ossessioni, i loro segreti, punti deboli e punti forti.
Una nota poi la devo per forza all'ambientazione: una bellissima Roma, affascinante e ipnotica come quella de La grande bellezza.
In conclusione, non posso che consigliarvi di leggere questo romanzo, che esce dai soliti schemi del fantasy e dell'urban fantasy, per diventare qualcosa di assolutamente particolare e secondo me irripetibile.

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1 commenti

  1. Devo assolutamente leggerlo mi attira tantissimo!!! Appena termino le letture devo prenderlo! Questo e anche Muses che ho visto in libreria qualche tempo fa e solo per la copertina ero così *-* ovviamente mi attira anche la trama u.u XD E' l'ennesima opinione positiva che leggo quindi non può sfuggirmi :3

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