giovedì 24 luglio 2014

Recensione: "LA MASCHERA NERA" di Virginia Mandolini

Buon pranzo, amici! Oggi ho in serbo per voi la recensione di un libro che ho terminato qualche tempo fa e che consiglio alle giovani lettrici che vogliono una storia d'amore pura e ingenua che faccia palpitare il loro cuore: La maschera nera di Virginia Mandolini. Ebbene sì...durante la pausa pranzo voglio allietarvi con questo romance contemporaneo dalle sfumature marcatamente avventurose e avvincenti che presenta una parte romantica molto dolce e pura.

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Titolo: La maschera nera
Autore: Virginia Mandolini
Editore: youcanprint
Prezzo: € 3.50 (ebook) - € 16.20 (cartaceo)
Pagine: 474 p.
Genere: Romanzo
Sottogenere: Romance, Avventura
Anno di pubblicazione: 2012

Trama
Il tenebroso Manuel, capo di una banda di criminali, decide di rapire la giovane Nicol, per ragioni misteriose. Ma durante la prigionia della ragazza, tra lei e Manuel si instaura un rapporto profondo, che stravolgerà i suoi piani e cambierà radicalmente il destino di entrambi.
Opera dalla scrittura delicata e genuina, a sprazzi dolcemente ingenua. Un tratto di penna forte e al contempo soave, per una trama coinvolgente, che, grazie alla chiarezza psicologica e alla profondità con la quale sono descritti i personaggi, consente al lettore una piena identificazione con essi e un alto grado di partecipazione emotiva. Un romanzo da leggere tutto d’un fiato, dal ritmo serrato e imprevedibile, che coadiuva un messaggio estremamente chiaro e positivo. L'atmosfera degli avvincenti feuilleton in stile "La freccia nera", con un linguaggio fresco, giovane, dotato di un’acuta sensibilità. 
Il lettore è trascinato nelle vicende incalzanti che porteranno i due protagonisti ad affrontare un tormentato percorso di salvezza, a cominciare da se stessi.

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La mia recensione

Avete presente quelle storie d’amore dolci e pure? Quelle talmente tenere da sembrare incantate e perfette, degne di una fiaba? Ecco, la storia raccontata da Virginia Mandolini nel suo romanzo d’esordio La maschera nera mi ha ricordato questo romanticismo utopico che si sogna da ragazzine e che fa aspirare al principe azzurro senza macchia né paura pronto a fare di tutto per salvare la sua innamorata. È stata una lettura molto piacevole. Devo dire che una delle caratteristiche fondamentali del libro è la leggerezza; mentre si leggono i vari capitoli, le parole sembrano ariose e in men che non si dica ci si ritrova ad aver divorato un sacco di pagine. La cosa che in primis mi aveva spinto a voler leggere questo romanzo è il fatto che nella trama si facesse riferimento a La freccia nera, che io ho amato molto per lo stile avventuroso e semplice, e ammetto che il paragone è azzeccato. Anche qui ci sono tanti eventi e colpi di scena, sentimenti puri e ingenui, personaggi che acquistano la posizione di “ruolo tipico”, e un amore che va oltre tutto. 
L’intreccio ruota attorno a Nicol, una giovanissima ragazza di famiglia agiata che si ritrova improvvisamente ostaggio di una banda di malviventi. Dopo essere stata rapita dal suo collegio ed essere stata trascinata in una cella angusta e priva di qualsiasi comodità in un maniero irlandese, viene maltrattata senza misure dagli uomini che la tengono prigioniera e, denutrita e ferita, viene lasciata in balia di molte sofferenze fisiche e mentali. Dopo un certo periodo, però, arriva nel covo il capo banda, Manuel, e per lei tutto cambia. Nonostante il suo piano iniziale prevedesse lo stupro della ragazza, il giovane, vedendo le sue condizioni e provando immediatamente un sentimento di affetto per la fanciulla, ritorna sui suoi passi, e anzi comincia a curarla e a prendersi cura di lei. In poco tempo il legame tra i due si fortifica e si trasforma in amore, ma quanto può essere possibile un legame tra una vittima innocente e il suo sequestratore? 
La trama è più intricata di quella che vi ho accennato io, ma proprio perché abbastanza ricca di fatti preferisco solamente dire l’essenziale e lasciare a chi vorrà leggere il libro il piacere di scoprire le vicende da sé. Il romanzo tratta temi apparentemente comuni e tipici dei romance contemporanei, ma in realtà tocca tanti argomenti delicati, come la povertà, la vita nelle favelas brasiliane, la crudeltà dei ricchi e potenti, la violenza sui più deboli, la vendetta e il risentimento, la religione, la capacità di superare l’odio grazie all’amore. Per il linguaggio utilizzato e la storia d’amore molto delicata e ingenua è una lettura sicuramente adatta ai più giovani, ma può facilmente essere apprezzata anche da lettori adulti e più cinici. 
Lo stile di Virginia Mandolini è semplice e moderno, informale, e coinvolge sin dalla prima parola. I capitoli sono ben strutturati e non c’è tregua tra un avvenimento e l’altro. Forse è proprio questa struttura veloce a renderlo vicino ai vecchi romanzi d’avventura e a conferirgli quel tocco antico che lo porta ad essere adatto a chi ha sete di peripezie e inseguimenti, tradimenti e verità scottanti, fughe improvvise e rapimenti, baci rubati e ostacoli da superare. Mi sarebbe piaciuto vedere approfonditi alcuni aspetti che sono lasciati un po’ in secondo piano, come la personalità di alcuni personaggi o le ambientazioni, ma la storia è incentrata principalmente sull’amore dei protagonisti e va bene così. 
Arrivo, quindi, agli elementi che più ho apprezzato del libro: l’amore e il romanticismo. Questa è una storia che segue lo schema tradizionale dei romance e ultimamente trovo questi amori troppo perfetti, idilliaci e utopici (quando ero più giovane mi piacevano di più, devo ammetterlo), tuttavia la Mandolini è riuscita a sorprendermi e a conquistarmi. Nonostante la perfezione del legame che unisce Nicol e Manuel, mi sono emozionata e ho trovato il romanticismo descritto molto piacevole. Forse è stata proprio l’idea di base a farmelo piacere così tanto, infatti penso che un amore nato tra due persone così opposte, una vittima l’altro carnefice, sia veramente stuzzicante, fatto sta che mi è piaciuta molto. La reputo una favola dolce e semplice, come una rilettura in chiave moderna de La Bella e la Bestia, dove il protagonista maschile è nero, mentre la protagonista è il bianco candido che illumina improvvisamente l’esistenza buia dell’amato. Infatti, Nicol rappresenta la purezza, ha un candore che le permette di perdonare e comprendere, mentre Manuel è un personaggio sfaccettato, ha un carattere pieno di sfumature, e c’è una dualità di fondo a caratterizzarlo. 
Inoltre, ho trovato molto bello il fatto che indossi la maschera nera del titolo e che Nicol si innamori di lui senza conoscere il suo volto…è veramente romantico e poetico e mi riporta sempre alla mente il principe nascosto dalle fattezze della bestia di cui la bella si innamora per ciò che vede nel suo cuore. 
Magari ho trovato un po’ frettoloso il comportamento di Nicol quando comincia a conoscere Manuel; è vero che la tratta con gentilezza e generosità, ma è sempre la persona che l’ha fatta rapire e al posto suo mi sarei presa più tempo prima di concedergli la mia cieca fiducia. Lei è molto giovane, quindi forse ha avuto più facilità a dimenticare chi fosse e l’ha visto anzi come un salvatore, e va bene…lo capisco, ma credo comunque che lo sviluppo di questa parte sarebbe dovuta essere più lenta. 
La maschera nera è un piacevole romance d’avventura dove l’amore trionfa sempre ed è pronto a sfidare milioni di ostacoli. Consigliato alle romantiche sognatrici che desiderano una storia dolce e classica.




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