lunedì 14 settembre 2015

Recensione: IL LADRO DI NEBBIA di Lavinia Petti

Buongiorno cari lettori!
Oggi anch'io torno a recensire qui su IDIB e vi parlo di una delle mie letture made in Italy più recente, Il ladro di nebbia di Lavinia Petti.


Titolo: Il ladro di nebbia
Autore: Lavinia Petti
Editore: Longanesi
Pagine: 426

Prezzo: € 14,90
TRAMA
Antonio M. Fonte è uno scrittore di enorme successo, ma per lui fama e ricchezza non hanno alcun significato. Stralunato e sociopatico, vive in una vecchia casa dei Quartieri Spagnoli di Napoli con la gatta Calliope, e se non ci fosse il suo agente letterario a ricordargli scadenze e doveri sarebbe incapace di distinguere ciò che è reale da ciò che forse non lo è. Ma un giorno, in mezzo alle migliaia di lettere dei suoi ammiratori, Antonio ne riceve una che non può ignorare. Datata quindici anni prima, è indirizzata a una donna che Antonio non crede di avere mai conosciuto. Solo il nome del mittente gli è familiare, perché è il suo. Quella lettera l'ha scritta lui, senza alcun dubbio. Quelle parole accennano a un ricordo smarrito e a un uomo che è stato ucciso, forse da lui stesso. Ma Antonio di tutto questo non ricorda nulla. Il giorno del suo cinquantesimo compleanno, si perde nei vicoli di Napoli e in un palazzo mai visto prima incontra uno strano personaggio che ha la mania di raccogliere tutto ciò che gli uomini perdono: nel suo Ufficio Oggetti Smarriti non si trovano solo mazzi di chiavi, libri o calzini spaiati, ma anche ricordi di giochi infantili, amori giovanili, speranze e sogni dimenticati. Antonio intuisce che è da lì che deve partire per ritrovare il filo del suo passato e risolvere l'enigma della lettera. Ma quell'enigma nasconde arcani ancora più insondabili: il segreto di una città che cambia forma e aspetto, l'avventura di un viaggio imprevedibile...


LA MIA OPINIONE
Ci sono dei romanzi che ti catturano subito e che sin dalla prima pagina ti costringono a stare sveglia per una notte intera, altri che invece ti prendono poco alla volta, lentamente, finché non ti ritrovi completamente coinvolto nella storia.
Per me Il ladro di nebbia appartiene a questa seconda categoria.
Quando ho iniziato a leggerlo procedevo molto a rilento, un paio di pagine alla volta. E' andata così fino alle prime venti o trenta pagine, dopodiché ho deciso di metterlo da parte e di riprenderlo in un momento migliore e così l'ho ripreso soltanto qualche settimana fa, procedendo in maniera decisamente più spedita nella lettura.

Antonio M. Fonte è un autore di grande successo, ma a lui non importa poi molto. Nonostante i suoi libri vendano migliaia di copie, lui continua a vivere nella vecchia casa dei genitori insieme alla gatta Calliope, solo, senza amici né molti conoscenti. La sua vita assume una qualche forma di ritmo soltanto grazie al suo agente, che di tanto in tanto gli ricorda appuntamenti e scadenze, ma per il resto può dirsi una vita piuttosto vuota.
Antonio è abituato ad accumulare le lettere dei fan senza nemmeno leggerle nella soffitta del condominio in cui vive, ma un giorno ne trova una tanto particolare da non poter essere ignorata: datata quindici anni prima, è stata scritta da lui stesso ed indirizzata ad una donna il cui nome gli è familiare, ma che crede di non aver mai conosciuto. Nella lettera Antonio parla di un ricordo che ha perduto e di un uomo che crede di aver ucciso, ma lui di questo non ricorda nulla.
Così, la sera del suo compleanno, Antonio si perde per le vie di Napoli e quando scorge in lontananza una torre campanaria che non aveva mai visto prima, non esita a salire. E' così che scopre l'Ufficio Oggetti Smarriti, lo strano luogo in cui un uomo misterioso si è divertito a collezionare non solo oggetti, ma anche ricordi, emozioni e sensazioni che gli uomini hanno smarrito nel corso degli anni. 
Antonio capisce che è quello il posto giusto per iniziare la sua ricerca e risolvere il mistero della lettera, ma non ha ancora idea che lo aspetta è un viaggio pieno di imprevisti in un mondo che prende forma nello spazio sottile tra ciò che è reale e ciò che non lo è.

Tirnaìl, il Regno della Cose Perdute, è il mondo fantastico in cui Antonio deve andare per ritrovare i suoi ricordi.E' un mondo pieno di magia, ma di una magia quasi verosimile, un posto in cui si incontrano storie e persone che sembrano surreali ma che alla fine ti convincono di essere reali, di esistere per davvero.
Ma per ritrovare le cose perdute dentro questo mondo chi le cerca ha un tempo limitato e allo scadere di questo sarà condannato a vagare per Tirnaìl per sempre.
Questo è il mondo che Lavinia Petti ha costruito come ambientazione del suo romanzo, un mondo in cui le sorprese non finiscono mai e ad ogni svolta ci si può ritrovare ad un angolo diverso. Tra una visita a Vanesia, la città in cui si vive di sogni ed illusioni, ed una a Nechnabel, un luogo triste e oscuro, scopriamo che Tirnaìl è come una matriosca, in ogni luogo ce n'è dentro un altro ed Antonio deve affrontare un percorso lungo e tortuoso per ritrovare i suoi ricordi.
Al suo fianco ci sono Edgar, un pittore che dipinge tele in tutte le sfumature di bianco ed è sempre alla ricerca di ispirazione, e Genève, la donna il cui amore Antonio ha comprato all'Asta delle Illusioni in cambio del suo nome. 
Antonio è un personaggio che entro le prime pagine pensiamo di conoscere, ma sotto al carattere scorbutico e scostante c'è un uomo segnato da un'infanzia difficile, con un padre assente e una madre che per anni ha dovuto occuparsi da sola di lui, un matrimonio fallito e una vita che per anni è stata completamente vuota. Come il mondo di Tirnaìl, anche la storia personale di Antonio è piena di sorprese e angoli nascosti e la scopriamo poco alla volta, pagina dopo pagina.

Con uno stile semplice ma molto evocativo, Lavinia Petti è riuscita a creare una storia e un mondo che mi hanno catturata poco a poco, fino a quando anch'io mi sono ritrovata con Antonio, Edgar e Genève per le strade di Tirnaìl, in una corsa contro il tempo alla ricerca di quel ricordo perduto.
Con un'atmosfera piena di magia, di illusioni, ma anche di tanto realismo, l' autrice ci porta a viaggiare su questo filo sottile che si tende tra realtà ed immaginazione. 
Un esordio sicuramente ben riuscito. Bastava aspettare il momento giusto per continuare la lettura!




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