domenica 31 maggio 2015

C'è post@ per noi... #95

Buongiorno lettori e buona domenica!
Oggi vi presento tre libri molto diversi tra loro, spero ci sia qualcosa che vi possa incuriosire!
















Scritto nel sangue di Andrea Alfonso


Titolo: Scritto nel sangue
Autore: Andrea Alfonso
Pagine: 296
Prezzo: 2.99 
Genere: Fantasy, poliziesco

Trama:
Regni di Alek: Gholan, la città con la luna nello stemma, è insanguinata da una serie di efferati delitti, compiuti da un misterioso individuo soprannominato “Il Massacratore”. Qui opera Dog che, servendosi dei suoi poteri ematici, compie numerosi furti su commissione con abilità e professionalità tipica di chi è avvezzo al mestiere. Il Capitano-Commissario Vorat, su disposizione reale, giunge in città per fermare questa scia di sangue oramai fuori controllo; la sua missione è una sola: catturare l’assassino, costi quel che costi. Durante uno dei suoi ultimi lavori, la strada del ladro s’incrocia con una delle vittime del Massacratore: per lui ora si tratterà di scappare da Vorat, dimostrare la sua estraneità agli omicidi e, contemporaneamente, scoprire chi e perché ha tentato di incastrarlo. In un mondo dove i continenti ruotano attorno a un gigantesco gorgo marino, il Maelstrom, si consumano le vicende di due personaggi, destinati a incrociare le proprie strade, per fronteggiare un turbine di sangue e morte. Chi è davvero il Massacratore? Cosa c’è dietro quella sua così inumana maschera?



Storie delle catene: Sapere di Giuseppe Egade Barreca e Anna Barreca


Titolo: Storie delle Catene: Sapere
Autori: Giuseppe "Egade" Barreca e Anna Barreca

Trama:
Cosa succede quando la vita da la possibilità di ricominciare, davvero, da capo, dopo che tutte le speranze erano già state perse? Questo è un libro sul coraggio, la vita, la paura e le strade che questi ci portano a seguire. Sul pianeta Spinel ci sono tanti segreti da scoprire, tante cose insolite da capire ed apprezzare che costruiranno una nuova avventura per tutti coloro che vorranno accompagnare Jack sul cammino della sua redenzione, sul cammino di una nuova vita che dovrà combattere con sangue, unghie e... becco per riconquistare. Il libro è per altro magistralmente illustrato per dar vita ai personaggi ed alle vicende della storia!
“Jack non aveva più nulla: aveva pianto tutte le lacrime, urlato tutti gli insulti e maledetto tutto quello che lo teneva imprigionato, incluso se stesso, pronto ad aspettare la morte... fino a che non gli si presentò una chance di ricominciare. Jack scoprirà che lui stesso ha molto più da offrire al suo mondo, Spinel, di quello che il mondo abbia da offrire a lui e, per quanto improbabile, un pettirosso potrebbe salvare centinaia di vite, speranze, e l'intero universo, con un po' di impegno.”

Gli autori:
Giuseppe: Quando mi chiedono di descrivermi con una sola parola, io non devo mai pensarci: testardo. La mia testardaggine è senza dubbia la mia miglior dote, la mia più grande pecca. Sono nato nel 1983 a Fossano, in Piemonte e cresciuto a Reggio Calabria, dove ho imparato ad apprezzare i videogiochi, gli scrittori stranieri e le storie fantastiche, seguendo un percorso letterario cominciato quando a quattro anni lessi i primi libri di favole. Il mio amore per la letteratura fantasy è nato dai fratelli Grimm ed il mio più grande sogno è quello di poter scrivere storie di cui potermi chiamare fiero, un giorno. Ho studiato scrittura per oltre un decennio e sempre scritto, ma non smetterò mai di imparare e, spero, migliorare sempre guidato dalla mia proverbiale testardaggine.
Anna: Mi chiamo Anna Barreca e sono nata a Reggio Calabria; la passione per il disegno e i colori in me è nata subito, infatti non c'erano quaderni libri o muri che non riportassero un mio segno, fino a che mia madre ha capito che dovevano lasciar libera la mia creatività, mettendo a mia disposizione le pareti della mia stanza,opportunamente ricoperte con carta da parati. Dopo il liceo finalmente è arrivata l'Accademia di Belle Arti: durante gli anni accademici le manifestazioni non sono state molte, ma devo dire che hanno fatto nascere in me quella voglia di farmi conoscere ai più; finita l'Accademia ho partecipato a diverse manifestazioni di rinomanza anche a livello nazionale. Dopo un paio d'anni di riflessione e poi mi sono chiesta cosa sarebbe successo se avessi messo su tela quello che provavo in quel preciso momento di frustrazione e delusione...e così è nata l'esigenza e la voglia di rendere tangibile l'emozione umana. Da qui è nata l'esigenza di dare vita ad una mia “personale” dal titolo :"La Forma Delle Emozioni a Marzo del 2013". E poi è arrivata l’esperienza dell’illustrazione.


Mascarado di Runny Magma


Titolo: Mascarado
Autore: Runny Magma
Pagine: 186
Prezzo: 1.99 

Trama:
Una popstar mascherata. Un sexy shop. E la cotta di una vita… Il sexy shop di Matteo è sommerso dai debiti. Gli spogliarelli dello stravagante coinquilino e commesso, il brasileiro Nuno, non sono più sufficienti ad arginare la crisi. In crisi, ma matrimoniale, è anche Iacopo, ex compagno di scuola di Matteo. Fra i due in passato c’è stato qualcosa di particolare ma irrisolto e, ora che lo ha ritrovato, Matteo è intenzionato a non farsi scappare la fantasia di una vita. Nuno è ancora più ottimista, dato che si è convinto di accaparrarsi la taglia sul misterioso cantante mascherato del momento per risollevare le sorti del negozio. Le resistenze di Iacopo, avvocato di buona famiglia e ligio alle apparenze, appaiano però insormontabili. Per non parlare della popstar, la cui identità è nascosta a scopo di marketing da un intero staff. Ma le maschere alla lunga risultano soffocanti e in un giorno può succedere quanto non succede in una vita.


L'autore:

RUNNY MAGMA mantiene segreta la sua reale identità affinché i suoi scritti vengano valutati al di là di qualsiasi pregiudizio, ma permette si sappia che alle giarrettiere preferisce le bretelle e adora azzannare liquirizia, il suo gatto e altre cose che magari immaginate senza starlo a spiegare. Odia Gloria Gaynor, i Village People e pure Lady Gaga, però è in grado di tollerare Madonna, Kylie Minogue e gli Abba. Ritiene che i gay romance siano parità d’intrattenimento e che un giorno li leggerà persino Giovanardi. Il suo racconto “Porcahontas” è online su RFS. Attualmente cura la rubrica “Drag Stories - Storie di strascichi” sul blog “Refusi Etc.”, dove dà voce alle drag queen italiane – dalla biografia autografa del suo gatto, che parimenti non si fa vedere perché su Internet i mici sono anche più inflazionati degli scribacchini. Il suo sito: runnymagma.blogspot.it




venerdì 29 maggio 2015

Recensione: OGNI GIORNO COME FOSSI BAMBINA di Michela Tilli

Scheda tecnica:
Titolo: Ogni giorno come fossi bambina
Autrice:  Michela Tilli
Pagine: 254 pp.
Editore: Garzanti
Trama: I lunghi capelli di Argentina, un tempo corvini, ormai sono percorsi da fili argentei, ma i suoi occhi non hanno smesso di brillare. Perché Argentina, a ottant'anni, si sveglia ancora come fosse bambina, mentre attende con ansia quella sorpresa che le cambierà la giornata. Quella sorpresa che nasconde un segreto da non rivelare a nessuno. A scoprirlo è Arianna, che a sedici anni si sente goffa e insicura come se non ci fosse un posto giusto per lei nel mondo. È felice solo quando è circondata dai libri. Le loro pagine sono capaci di portarla lontana dai suoi genitori e dai suoi compagni di scuola che non la capiscono. Essere costretta a fare compagnia ad Argentina è l'ultima cosa che avrebbe voluto. Soprattutto perché quest'ultima, burbera e autoritaria, dice sempre quello che pensa. Ma quando Arianna fa luce sul mistero di quelle lettere che riescono a portare un sorriso sul viso di Argentina, tutto cambia. Qualcosa di forte inizia ad unirle. Perché quelle righe custodiscono una storia e un ricordo d'amore. La storia di Argentina, ancora ragazza, e di Rocco che con un solo sguardo è stato capace di leggerle l'anima, facendo vacillare le sue certezze di sposa promessa. La storia di un sentimento cresciuto sulle note di una poesia tra i viottoli e gli scorci di un piccolo paese. Un paese di cui Argentina ricorda perfettamente gli odori, i sapori, le voci delle feste in piazza. Un paese dove non è più tornata. Ma Arianna è lì per darle il coraggio per affrontare un viaggio che la donna desidera fare...

La mia visione d'insieme:
Il romanzo inizia con una breve presentazione di Arianna, una giovane ragazza del nord Italia che ora vive a Roma, fa la cameriera e a quanto pare ha raggiunto un certo equilibrio. La notizia della morte dell'anziana signora Argentina destabilizzerà Arianna che cerca di raggiungere presto il paese d'origine della donna per le esequie.
Inizia così la storia di Argentina e capiamo come le due protagoniste vengano a conoscersi.

Il titolo è dovuto alle condizioni di Argentina poiché, ogni giorno, ella è costretta a mettere a fuoco persone e situazioni per ritrovarsi dal passato al presente che vive. A causa di queste problematiche, Argentina ha bisogno di assistenza per piccole cose almeno e così, dopo aver rotto con la badante dell'est, la figlia di Argentina assume Arianna, la giovane ed apparentemente svogliata figlia di una sua dipendente.

Arianna è di fatto una ragazza problematica, infelice, schiava della sua bulimia e pertanto convinta di essere indegna di affetto e rispetto a causa del suo peso, soprattutto agli occhi della propria madre con cui ha chiaramente un rapporto conflittuale.

Nella prima parte del romanzo c'è un parallelo tra le due protagoniste e così scopriamo che Arianna è una blogger amante della lettura mentre Argentina nasconde un segreto racchiuso in delle lettere gelosamente custodite. Entrambe vivono nel loro mondo e faticano ad entrare in contatto tra loro per un motivo o l'altro.

A seguito di una esperienza traumatica, Arianna tira fuori la grinta, esce dal suo torpore e si decide a fare qualcosa di concreto per Argentina ovvero esaudire la sua richiesta di riportarla al paese natio, in Basilicata.

Inizia così la seconda parte del romanzo, quella dedicata al viaggio e quindi caratterizzata da un ritmo narrativo più veloce e nel complesso vivace.

Durante il viaggio Arianna ed Argentina fanno tappa a Roma, sia per riposare un po' che per incontrare gli amici virtuali della prima, Seba e Jewel. Saranno questi amici ad accompagnare le due protagoniste fino in Basilicata anche se, non senza difficoltà di varia natura.

All'arrivo in Basilicata ci saranno diverse sorprese ad attendere sia Arianna che Argentina e qualche sorpresa viene lasciata anche per il finale.

Infine, troviamo un'interessante intervista all'autrice che ci spiega il perché di alcune sue scelte attinenti al romanzo.

Devo dire che all'inizio ho faticato un po' a leggere il romanzo perché entrambe le storie delle due protagoniste non erano semplici e magari avevo bisogno di più leggerezza in quel momento ma, ho divorato quasi tutto il resto del libro in pochissimo tempo perché ormai mi aveva appassionata proprio la loro storia.

Mi son sentita vicina ad Arianna per tante cose anche se ormai ho passato l'adolescenza da un po', mi ha ricordato un po' me stessa allora, così come Argentina mi ha ricordato la mia bisnonna e tutti i racconti che le estorcevo con le mie infinite domande di bimba curiosa.

Un libro che affronta diversi temi e sentimenti, probabilmente più caro alle donne ma di tutte le età visto che abbraccia problematiche svariate.



mercoledì 27 maggio 2015

Recensione: GENS ARCANA di Cecilia Randall

Oggi vi parlo di un romanzo fantasy degno di nota, scritto da un'autrice che certamente conoscerete.

Titolo: Gens Arcana
Autore: Cecilia Randall
Editore: Mondadori
Prima edizione: 10 ottobre 2010
Pagine: 622
Prezzo: Rilegato - € 20,00; Flessibile - € 11,50;
ebook - € 6,99

Trama
Firenze, 1478. Valiano de' Nieri è discendente di una delle più antiche e nobili famiglie italiane di Arcani. Essere Arcano significa poter invocare la quinta essentia, il quinto elemento di Natura capace di combinarsi con gli altri quattro - Aria, Acqua, Terra e Fuoco - e di governarli. Il potere arcano è immenso e può determinare le sorti dell'umanità intera: per questo si tramanda solo attraverso il lignaggio del sangue e va protetto e tenuto segreto. Ma Valiano ha rifiutato i suoi poteri e la sua "predestinazione", è fuggito e cerca di vivere normalmente lavorando come apprendista liutaio. Quando però suo padre Bonconte muore in circostanze misteriose e il suo amato fratello Angelo viene rapito, Valiano capisce di non potersi più sottrarre al proprio destino: il machiavellico cugino Folco de' Nieri sta scalando il potere all'interno della famiglia e, pur di realizzare la sua ambizione, è pronto a sfruttare una conoscenza proibita - e Valiano deve fermarlo. Sullo sfondo della magnifica Firenze di Lorenzo de' Medici, le gesta arcane si mescolano a quelle della congiura dei Pazzi in un vortice a cui nulla e nessuno potrà sottrarsi...

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«È una maledizione a cui non si può sfuggire»


La lettura di Gens Arcana è iniziata con incredibile lentezza e, benché fossi rimasta affascinata già dal prologo, ci ho messo un po’ a ingranare. Sicuramente, per me, gennaio è stato un mese un po’ pigro, ma in questo caso lo stile della Randall è stato complice della mia generale indolenza.
Estremamente descrittiva, la prosa si sofferma sull’ambientazione quanto sui comportamenti e le sensazioni dei personaggi, che segue attraverso una distaccata terza persona. Mai appesantita da fronzoli e giri di parole, la narrazione impone al lettore di soffermarsi e di godere del viaggio e dell’avventura offerta dalle pagine.
In primo piano vi sono gli elementali, creature legate ai diversi elementi, invisibili all’occhio umano, ma in grado di scatenare le forze della natura. Agli Arcani spetta il compito di bilanciare e preservare gli equilibri: non devono combatterli o dominarli, ma comunicare con loro per proteggere l’umanità.
Il potere arcano ha suscitato in me un grande interesse. Nel prologo, infatti, Angelo dimostra il potenziale della quinta essentia placando e liberando un elementale dell’aria, rimasto intrappolato in un monastero. Angelo è così abile e puro nella sua ammirazione per la creatura che diventa difficile non affezionarglisi.
L’ambientazione storica, curata in tutti gli aspetti e perfettamente integrata alla vicenda, è la punta di diamante del romanzo. La Randall dà al lettore la possibilità di viaggiare nella Firenze rinascimentale, di correre per le sue strade e piazze. Non manca di fornire i riferimenti necessari all’orientamento e insieme a Valiano (nessuno corre quanto lui) è possibile scoprire gli edifici più importanti della città. In secondo piano, gli intrighi politici diventano il naturale sfondo del romanzo.
Lo scenario accurato e lo stile incantevole sarebbero stati poco meritevoli di attenzione, se non fossero stati coronati da personaggi complessi e ben caratterizzati. Ho già espresso il mio amore per cucciolino paffuttoso Angelo, ma è tempo di parlarvi degli altri.
In controtendenza, Valiano ha la mia preferenza rispetto al coprotagonista Manente, che pure ho apprezzato. Raramente capita di trovarsi davanti a un protagonista come Valiano: un codardo fatto e finito.
Valiano non è un eroe, nonostante sia animato da grandi principi, e rifiuta con tenacia il potere arcano e il proprio destino, dal quale è persino spaventato.

«Sarà perché hai l’indole del coniglio, sempre pronto a scappare in mezzo ai prati aperti» commentò Manente.

Eppure non ho potuto fare a meno di trovarlo credibile e reale. La sua inettitudine è stata frustrante, lo ammetto, ma non è bastata a minare la simpatia che ho provato per lui.
Manente è, invece, il guerriero perfetto, abile, coraggioso e arguto, ma un po’ troppo tenebroso per i miei gusti.
Tra gli altri personaggi positivi non posso non citare il ladruncolo di strada, in cui si imbatte Valiano, e Selvaggia. Quest’ultima fa la sua entrata in scena a narrazione inoltrata, ma mi è piaciuta molto perché è una donna indipendente e forte e queste caratteristiche sono assai rare in un personaggio femminile, soprattutto se secondario.
Anche Folco, con il suo ingegnoso piano, è un cattivo di tutto rispetto: viscido nei modi e nel sorriso, ma pericolosamente astuto e imprevedibile.
Nonostante le ottime referenze (la parola delle mie Belle preferite non si discute), la Randall è riuscita a sorprendermi: Gens Arcana mi ha entusiasmato per la sua originalità e piacevolezza ed è un libro che consiglio a tutti.
L’unica nota spiacevole è la mancanza di un seguito che, benché il romanzo sia autoconclusivo, mi avrebbe fatto davvero contenta. Ma mai dire mai, giusto?




lunedì 25 maggio 2015

Recensione: "GOLD APPLE SCHOOL" di Veronica Piras

Buon lunedì amici lettori!
Nuova settimana, nuova lettura e nuova recensione! Oggi vi parlo del libro Gold Apple School di Veronica Piras.



Titolo: Gold Apple School
Autore: Veronica Piras
Editore: Selfpublishing
Pagine: 428
Prezzo: € 1,18 (ebook); € 8,44 (cartaceo)
Data di pubblicazione: 19 dicembre 2014


Trama
Dopo diversi tentennamenti alla fine Giada ce l’ha fatta: si è iscritta alla Gold Apple School, la scuola di cucina più famosa al mondo. È consapevole del fatto che dovrà rinunciare al sole di Roma per la grigia Londra, ma iscriversi alla facoltà di Giurisprudenza non è il suo sogno, è quello del padre. Le valigie sono pronte, il suo cuore un po’ meno. A soli 19 anni dovrà lasciare gli amici, la famiglia, il suo cane Spank e la sua adorata nonna, che le ha trasmesso l’amore per la cucina. Ma Londra la attende e la Gold Apple School ha in serbo per lei emozioni indimenticabili. Un romanzo che racchiude una storia di speranza, d’amore e di amicizia. Non si è mai troppo giovani, né troppo vecchi, per incominciare ad inseguire i propri sogni. (Progetto grafico a cura di Andrea Blasi. e-mail: andreablasi71@me.com)


La mia recensione
Lo ammetto, adoro le trasmissioni di cucina. Mi diverto a vedere piatti che probabilmente (anzi sicuramente) non saprò mai realizzare. Ultimamente poi sono così diffuse che quasi a qualsiasi ora ce ne è una. Quindi questo libro ha solleticato subito la mia curiosità. Purtroppo non mi ha del tutto soddisfatta.
La storia promette bene, ha alla base una bella idea, curiosa e anche un po' particolare nel suo unire una storia di cucina con una più "adolescenziale". Il problema è che l'idea della scuola viene poco sfruttata. L'autrice costruisce bene la scuola, ci da i dettagli, descrive le aule, le lezioni, il piano di studi, ma alla fine poco parla delle lezioni effettive, ci sono poche ricette e ho sentito poco amore reale per l'arte culinaria. Da questi libri mi aspetto un tripudio di ingredienti, leccornie che ti mettono l'acquolina alla bocca pagina dopo pagina, profumi, sapori, colori. Ma qui non c'è niente di tutto ciò, solo pochi momenti di cucina vera  propria. E' come se la storia fosse sbilanciata e troppo incentrata sull'aspetto privato della protagonista. I due elementi potevano essere meglio fusi insieme e quindi più equilibrati.
Inoltre ci sono troppe divagazioni, elementi che ci allontanano troppo spesso dal perno centrale del racconto, particolari che potrebbero essere trattati in maniera più rapida a favore di una storia più avvincente. Anche perché alla fine la storia "privata" di Giada si riduce a qualche scaramuccia tra compagne di corso e ad un triangolo amoroso. Un po' poco soprattutto se si considera la lunghezza del libro. Se ho capito bene questo dovrebbe essere un primo libro e quindi ha le normali pecche del primo capitolo di una storia più lunga, tuttavia manca un po' di mordente, mi è sembrato quasi che l'autrice si sia un po' trattenuta dall'osare qualcosina di più.
Il finale è troppo frettoloso. Con un semplice cambio di capitolo tutto si sistema e la storia trova una sua conclusione, non mi è piaciuto. Anche qui c'è uno sbilanciamento, troppa fretta nel cercare e nel dare una conclusione. 
La protagonista, Giada, è un po' troppo "ragazza della porta accanto", un po' troppo ingenua, soprattutto nei confronti delle compagne di classe. In generale però devo dire che i personaggi mi sono piaciuti. Sono vari, ben descritti e l'idea di unire varie nazionalità mi è sembrata molto intelligente, permette di presentare tanti caratteri diversi e anche tanti gusti e di creare anche momenti particolari, divertenti o anche tesi.
Lo stile di Veronica mi è sembrato convincente, fresco e interessante. Cade ogni tanto, diventando un po' troppo costruito e poco fluido, ma niente di ingestibile. Infatti è stata una lettura piacevole e soprattutto di intrattenimento. Ribadisco, se la storia fosse stata un po' più forte e decisa e il finale meglio costruito il voto sarebbe stato sicuramente ben più alto. Sono curiosa comunque di vedere come proseguirà la storia di Giada...

Voto


Alla prossima




domenica 24 maggio 2015

C'è post@ per noi... #94


Buona Domenica,
Anche oggi vi proponiamo delle interessanti anteprime.
Curiosi di scoprire cosa abbia oggi per voi???










La sabbia delle streghe, Milmay la nuova regina - Teresa di Gaetano


Titolo: Milmay la nuova regina
Serie: La sabbia delle streghe
Autore: Teresa di Gaetano
Genere: fantasy 
Editore: Selfpublishing youcanprint
Pagine: 308 p.
Data di pubblicazione: Aprile 2015
VOLUME: quarto libro della saga. Si legge preferibilmente dopo la trilogia della principessa Primrose, in particolare dopo “Alla ricerca dei ricordi” perché continua a raccontare le vicende della principessa.
Prezzo: 20€ (cartaceo)
ISBN: 978-88-91185-34-1
Dove si può acquistare: Si trova scontato in tutti gli stores di internet, compreso IBS. Link d’acquisto:


Trama

Sono passati alcuni anni da quando la principessa Primrose ha salvato il GranRegno dalla distruzione totale. Milmay, principessa del regno di Duverger, ha trascorso buona parte della sua adolescenza in tutta tranquillità chiusa nel suo Castello. Un giorno le viene a fare visita Naska, una delle due figlie gemelle di Primrose, che le chiede di impugnare le armi e spodestare così il nonno, re Melville, dalla sua tirannia. Nel frattempo, emergono segreti mai svelati a corte dal vecchio Re Kandahar. Milmay non è l’unica erede al trono di Duverger. Il vecchio Re, poco prima che lei nascesse, aveva messo incinta una serva che aveva dato alla luce Rosana, una figliastra. Il padre invita la figlia Milmay a partire, ma lei non si decide per lungo tempo. Essendo stata vittima del maleficio di una delle Tredici Streghe Nere ed essendo sempre vissuta tra le mura del Castello per paura di essere di nuovo colpita da qualche maleficio, non vuole partire, ma poi un attacco improvviso al suo Castello le farà cambiare idea.
Sette principi del GranRegno. Sette principi che non hanno regnato. Ma qualcosa ora finalmente si è mosso. La stirpe di Primrose reclama di nuovo il dominio sul GranRegno.
Milmay è l’unica, sola, fanciulla che potrà ridare il GranRegno alla casata di Primrose.

Ma sarà veramente lei la nuova regina? Colei che permetterà di far ritornare a regnare i Sette principi? O qualcuno o qualcosa glielo impediranno? Scopritelo leggendo questo appassionante nuovo libro della saga.


Link Utili
Blog della saga Sito ufficiale
Per maggiori informazioni: Paginad facebook dell'autrice



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Nephilim. Guerra in Purgatorio - Valerio La Martire

Titolo: Nephilim. Guerra in Purgatorio
Autore: Valerio La Martire
Serie: Nephilim Saga
Editore: Armando Curcio
Prezzo: € 9,90 (cartaceo), €3,90 (ebook)
Pagine: 288 p.
Anno di pubblicazione:  2014

Trama
La tregua era stata stipulata. Dopo quattromila anni i Nephilim Celestiali e i Nephilim Infernali avevano deposto le armi spartendosi le Americhe. Ma la pace era stata conquistata a caro prezzo. L’alleanza dei Celestiali con la razza immonda dei Demoni aveva infranto equilibri antichi che non dovevano essere toccati. Creature più potenti e pericolose dei Nephilim sono ora entrate in gioco e non è la pace il loro obiettivo. 
Nessuno, nemmeno il loro creatore, avrebbe invece potuto immaginare l’amore tra un Infernale e un Celestiale. 



Per saperne di più sull'autore: 
Valerio la Martire è nato a Roma il 5 novembre 1981, con due settimane di ritardo. Ha recuperato il tempo perduto mettendosi a scrivere a dodici anni. 
Visto che le sue giornate durano 42 ore ha lavorato come barman, commesso, operatore di call centre, animatore turistico e baby sitter. È stato volontario per Greenpeace e per non farsi mancare nulla ha lavorato anche con l’Unhcr e Medici Senza Frontiere. 
Tra le sue pubblicazioni, I ragazzi geisha (Ed. Libreria Croce, 2009), libro sulla prostituzione maschile; Stranizza (Bakemono Lab. 2013), storia d’amore omosessuale nella provincia siciliana; Nopperaboo! (Bakemono Lab. 2013), favola per bambini ambientata in Giappone.
Nephilim è la sua prima trilogia urban fantasy.

Link Utili



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Gli zingari dello Studio - Enzo Lauretta


Titolo: Gli zingari dello Studio
Autore: Enzo Lauretta
Editore: Nativi Digitali Edizioni
Prezzo: € 2,99 (ebook)
Pagine: 90 p.
Genere: Narrativa, Romanzo a chiave, Prosa Contemporanea

Trama

Lorenzo Brigante è, come tanti altri della sua generazione, uno Zingaro dello Studio. Lo vediamo aggirarsi in una imprecisata località spagnola, tra il suo Appartamento Spagnolo e una serie di locali notturni, qualche volta lo si intravede persino a lezione. La sua è una vita “non realistica” condivisa con una bizzarra compagine: un melting pot di nazionalità, lingue e culture, in cui chiunque sia stato all’estero per l’Erasmus o altre esperienze di studio si riconoscerà.
Enzo Lauretta  ci accompagna nel delirante mondo degli Zingari dello Studio con uno stile diretto che restituisce le imperfezioni e la ricchezza della lingua parlata, con dialoghi ad elevato tasso alcolico che mischiano insieme lingue diverse, un po’ Kerouac e un po’ “Fiesta” di Hemingway.



Per saperne di più sull'autore: 
Scrittore sconosciuto ora pubblicato desideroso di buttare giù dal piedistallo le grandi divinità ufficiali ed innalzare se stesso.
Twitter @zingaristudio
Instagram | @glizingaridellostudio
Hashtag | #GliZingaridelloStudio


Link Utili
Qui e qui
 Booktrailer|


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Spero che i romanzi che vi ho proposto vi incuriosiscano ^_^ a presto!



venerdì 22 maggio 2015

Recensione: "Ciò che inferno non è" di Alessandro D'Avenia

Buongiorno cari lettori e bentornati su IDIB!
Oggi voglio parlarvi di un romanzo che ho amato moltissimo, Ciò che inferno non è di Alessandro D'Avenia.


Titolo: Ciò che inferno non è
Autore: Alessandro D'Avenia

Editore: Mondadori
Pagine: 317

Prezzo: € 19
Uscita: Ottobre 2014



TRAMA
Federico ha diciassette anni e il cuore pieno di domande alle quali la vita non ha ancora risposto. La scuola è finita, l'estate gli si apre davanti come la sua città abbagliante e misteriosa, Palermo. Mentre si prepara a partire per una vacanza-studio a Oxford, Federico incontra "3P", il prof di religione: lo chiamano così perché il suo nome è Padre Pino Puglisi, e lui non se la prende, sorride. 3P lancia al ragazzo l'invito a dargli una mano con i bambini del suo quartiere, prima della partenza. Quando Federico attraversa il passaggio a livello che separa Brancaccio dal resto della città, ancora non sa che in quel preciso istante comincia la sua nuova vita. La sera torna a casa senza bici, con il labbro spaccato e la sensazione di avere scoperto una realtà totalmente estranea eppure che lo riguarda da vicino. È l'intrico dei vicoli controllati da uomini che portano soprannomi come il Cacciatore, 'u Turco, Madre Natura, per i quali il solo comandamento da rispettare è quello dettato da Cosa Nostra. Ma sono anche le strade abitate da Francesco, Maria, Dario, Serena, Totò e tanti altri che non rinunciano a sperare in una vita diversa... Con l'emozione del testimone e la potenza dello scrittore, Alessandro D'Avenia narra una lunga estate in cui tutto sembra immobile eppure tutto si sta trasformando, e ridà vita a un uomo straordinario, che in queste pagine dialoga insieme a noi con la sua voce pacata e mai arresa, con quel sorriso che non si spense nemmeno di fronte al suo assassino.

LA MIA OPINIONE


Quando hanno assassinato padre Puglisi, nel 1993, io avevo poco più due anni e di quella pagina della storia palermitana non ho ricordi miei. Per me Palermo all'epoca era il Giardino Inglese, i giri sulle giostre e la passeggiata, per me sempre noiosissima, in via Libertà insieme ai miei genitori una volta finiti tutti i gettoni.

I miei primi ricordi di Brancaccio invece risalgono a quando frequentavo le elementari. Ricordo la facciata di San Gaetano, le stradine, i vicoli, il passaggio a livello che osservavo guardando fuori dal finestrino dell'auto di mio padre. Pensare a Brancaccio mi riportava e mi riporta ancora in mente un colore, quel particolare grigio-verde dei muri di alcune case vicine al passaggio a livello, piccole, cadenti, con le persiane di legno scrostate.
Proprio alle elementari, credo in quarta, le mie maestre ci hanno spiegato cos'era la mafia per come lo si può spiegare a dei bambini di dieci anni e ci hanno parlato di padre Puglisi, una figura che da allora ho incontrato più volte nel mio percorso personale e scolastico, soprattutto da quando ho cominciato a frequentare il Vittorio Emanuele, il liceo in cui padre Puglisi ha insegnato fino a poco prima della sua morte.

E' proprio tra San Gaetano e questo mare di stradine intricate che la storia raccontata in Ciò che inferno non è prende forma. L'estate del 1993 a Brancaccio non sembra diversa dalle altre: Palermo è immersa nel solito caldo umido, quello che ti fa appiccicare i vestiti addosso nel breve tragitto da casa al panificio e tutto continua a scorrere lentamente, tra i bambini che davanti alle case abbandonate lapidano poveri cani randagi, picciotti che riscuotono il pizzo minacciando i commercianti, persone che affacciate ai loro balconi assistono quotidianamente alla violenza ma non fanno nulla per cambiare le cose. La mafia a Brancaccio ha radici forti e profonde, le persone hanno paura. 
Ma tra tutti i residenti di Brancaccio c'è padre Puglisi, un uomo che cerca di cambiare le cose, un prete che predica l'amore per il prossimo e che di paura non ne ha. Lui a Brancaccio c'è nato, sa come funzionano le cose. Potrebbe limitarsi a fare il prete e amministrare i sacramenti, invece prende a cuore i bambini e lotta per far aver loro una scuola media e degli spazi migliori delle strade in cui giocare. Oltre alla parrocchia ha aperto il centro Padre Nostro e ha sempre bisogno di una mano per gestirlo e proprio per questo alla fine dell'anno scolastico chiede a Federico, uno dei suoi alunni, di passare da lì per aiutarlo. Federico ha una valigia quasi pronta per un viaggio in Inghilterra e mille domande per la testa alle quali non ha ancora trovato risposta. Non sa ancora chi è, ma il suo viaggio a Brancaccio per aiutare gli ultimi che doveva essere di un solo pomeriggi, si trasforma in un viaggio lungo tutta un'estate. Brancaccio segna la vita di Federico dal primo momento, non può andarsene senza aiutare le persone che stanno lì. Così la sua vita si intreccia con quella di Don Pino, dei bambini del quartiere e soprattutto con quella di Lucia.

Prima di leggere questo romanzo, se mi avessero detto che D'Avenia sarebbe riuscito a stupirmi non ci avrei creduto, ma raccontando questa storia c'è riuscito.
Questo autore è riuscito a raccogliere in Ciò che inferno non è le mille contraddizioni della mia città, che dopo vent'anni dall'ambientazione del romanzo purtroppo persistono. Nel romanzo Palermo è allo stesso tempo bellissima e spaventosa, capace di splendere, inondata dai raggi del sole di una caldissima estate ma di contenere anche tanto orrore e tanto dolore. Una bellezza triste, capace di spezzare il cuore.
Così è Palermo: brilla nei quartieri luminosi di ricchi e arricchiti, mentre qualche metro più in là cresce l'inferno destinato a uomini la cui miseria è necessaria alla Mafia per dimostrare che lo Stato è un participio passato.
Per chi arriva a Palermo, tutto è porto. Ma per chi vi è nato: tutta partenza, tutta desiderio, tutta fuga. In cerca di quello che c'è dopo, mai soddisfatti nel tempo del mai.

Con un linguaggio ricco, evocativo, quasi poetico, D'Avenia riesce a descrivere questa città in un modo che sembra dare voce a chi a Palermo ci vive da sempre e non ha parole per descriverla. Io per prima mi sono ritrovata a pensare quanto le sue parole fossero vere, le sue metafore azzeccate, le sue descrizioni perfettamente realistiche. Negli scorci che dipinge poco alla volta con le sue parole c'è un grande amore per questa città, ma anche un pizzico di amarezza nell'osservare questa bellezza triste, a volte dimenticata da noi stessi che in questa città ci abitiamo.
Ma a fare la storia non è soltanto l'ambientazione.

Con una narrazione che passa dalla prima persona quando a raccontare i fatti è Federico alla terza, quando l'occhio si sposta sugli altri personaggi, tra cui padre Puglisi, alcuni dei bambini che vivono a Brancaccio tra cui Francesco, ma anche alcuni degli adulti del quartiere. Inizialmente non ero molto convinta di questo tipo di strutturazione, ma già dopo pochi capitoli mi sono resa conto di quanto bene funzionasse perchéFederico è un personaggio che non può essere raccontato in terza persona. Con il suo amore per le parole, che sono l'unica cosa che lo tiene saldamente ancorato alla realtà ma che allo stesso tempo gli permettono di viaggiare con la fantasia, questo personaggio è unico nel suo genere. Ha mille domande che gli frullano per la testa, deve trovare sé stesso e ha paura che poco alla volta siano i suoi genitori a decidere quale strada debba percorrere. E' proprio grazie a padre Puglisi e all'esperienza al centro Padre Nostro che Federico capisce molto della sua città, della vita che le persone fanno a qualche chilometro da casa sua, al di là di quel passaggio a livello che sembra separare Brancaccio dal resto della città. Per questo rinuncia al suo viaggio in Inghilterra e sceglie di restare per aiutare, cosa che lo aiuterà a capire chi è e cosa vuole fare della sua vita.

Su don Pino credo ci sia poco da dire. E' stato un uomo straordinario pur facendo semplicemente il suo lavoro,una persona che ha saputo portare speranza e amore nella vita di persone che di speranza e amore non avevano nemmeno mai sentito parlare. Da ogni pagina di questo libro emerge questa figura come quella di un uomo semplice, ma che ci teneva tanto a migliorare le cose a a far del bene per gli altri, dimostrando che le persone possono cambiare anche semplicemente dando il buon esempio e un po' d'amore, come lui ha fatto con i suoi bambini.
Più volte nella mia vita, soprattutto nel mio percorso scolastico, ho incontrato questa figura e tante volte mi sono detta che sarei stata curiosa di conoscerlo di persona questo prete dalle orecchie grandi e dal sorriso caloroso, ma mi sono resa conto che almeno un po' lo conosco, anche se soltanto attraverso le parole di chi lo ha conosciuto e mi ha raccontato del suo esempio. D'Avenia è riuscito a raccontare 3P in un modo che ho molto apprezzato e che spero che abbiano apprezzato quei lettori che a questa figura la conoscevano soltanto in modo superficiale.

Ciò che inferno non è è un romanzo che vi consiglio assolutamente di leggere, perché mi ha colpita positivamente e mi ha emozionata molto. D'Avenia ha un modo decisamente unico di raccontare i fatti e di descrivere le cose e le persone e una grande capacità di trasportare il lettore dentro questa storia, che è una storia bellissima e terribile, esattamente come Palermo, ma è anche una storia di denuncia e di speranza, anche per tutte quelle persone che a Brancaccio ci hanno vissuto per anni e soltanto negli ultimi hanno visto qualche piccolo cambiamento in positivo.
Da queste parti lo sappiamo bene che, parafrasando Tomasi di Lampedusa, le cose cambiano ma che spesso è tutta un'illusione per mantenere lo status quo, ma è bene non dimenticarsi che un seme importante come quello piantato da padre Puglisi prima o poi darà i suoi frutti. Lo ha già fatto ed io spero sempre che tutti ci impegniamo perché continui a farlo.






mercoledì 20 maggio 2015

Recensione: "Sul finire di Agosto" Laura Caterina Benedetti



Buon giorno,
vi lascio la mia opinione sul libro "Sul Finire di Agosto".
Buona lettura^^


Titolo: Sul finire di Agosto
Autore: Laura Caterina Benedetti
Editore: Autopubblicazione
Prezzo: €1,80 (ebook)
Pagine: 357 p.
Anno di pubblicazione:  Marzo 2015
Genere: Romance contemporaneo, autoconclusivo

Trama
Agosto 2013, Torino
Morgana Rinaldi è appena rimasta vedova: suo marito Hugo è morto a ventisei anni e l'ha lasciata in gravi difficoltà. Dopo il funerale si presenta alla giovane un soccorso inaspettato nella persona di Lorenzo Goldstein, deciso ad ogni costo ad aiutarla per riparare agli errori del fratello minore. L'uomo si offre di ospitarla per qualche tempo nella sua villa in collina dove lei, troppo orgogliosa per tornare subito dai genitori, potrà riprendere il controllo della propria vita...
Tra maliziosi battibecchi e malinconiche confidenze, giorno dopo giorno i due protagonisti impareranno a conoscersi e, molto presto, scopriranno che è assai difficile resistere all'attrazione che li spinge uno tra le braccia dell'altra.
Sullo sfondo della bella Torino, nella cornice di un'elegante dimora, si snoda una storia di affetto e passione all'ombra di uno sconvolgente segreto familiare.


Il mio pensiero

Questo libro ha un potere ammaliatore, non potrei spiegarlo in altro modo. 
Ti ritrovi a leggere le poche righe della trama e nel giro di un battito di ciglia sei già al capitolo 5. Non sai come, non sai il motivo, ma l'unica cosa di cui sei consapevole è che vuoi continuare a perderti in quelle pagine. Non tutti i libri riescono a prenderti in questo modo, soprattutto se sei una divoratrice di libri che ormai ha letto tutto e difficilmente rimane impressionata. 
Ma questo libro ti sorprende.
Il libro si apre con un funerale: un giovane donna è rimasta vedova del suo giovane marito. Un marito che ha lasciato in disgrazia sua moglie lasciandola nelle mani dei suoi usurai.  
Morgana è la giovane vedova protagonista di questa storia. Si è sposata troppo in fretta, si è fidata di un uomo che amava ma che conosceva davvero poco. Alla fine l'amore non bastava più. E' andata contro tutti per sposare un uomo che si è rivelato quello sbagliato. 
Si è ritrovata in una situazione più grande di lei. Ma non sarà sola ad affrontare tutto questo, inaspettatamente suo cognato, fratello del defunto marito, fa la sua comparsa e la porta in salvo. Morgana e Lorenzo, nonostante fossero cognati, non si sono mai conosciuti: tra i fratelli Goldstein non correva buon sangue. 
Non volendo tornare dai genitori, Morgana, si ritrova ad accettare l'ospitalità offerta dal suo salvatore. 
Giorno dopo giorno i due giovani imparano a conoscersi, ad ascoltare e confidarsi. Si instaura un profondo legame che va ben oltre l'amicizia e l'attrazione fisica. 
Finalmente per Morgana sembra che stia tornato il sereno, ma nell'ombra qualcuno trama contro di lei.
Un segreto sta per essere scoperto! 
Sono rimasta particolarmente colpita dalla storia, è diversa dalle solite e non si concentra tutto sull'amore,  ma è presente del mistero che rende questo libro ancora più intrigante e appassionate. Scorri le pagine con trasporto non solo per sapere come si evolve la relazione tra i due protagonisti, ma anche per scoprire cosa si cela dietro quel mistero. 
L'ambientazione l'ho trovata magica, i personaggi caratterizzati molto bene. Quello che mi è piaciuto di più del carattere dei personaggi, del carattere di Lorenzo in particolare, è stato il rispetto, i suoi modi che ha verso la donna, un vero gentiluomo!
Raffinato è l'unico aggettivo che mi viene in mente per descrivere lo stile di scrittura dell'autrice.
Questa storia è stata un vera scoperta, e non posso fare altro che consigliarvela, è un libro che merita la vostra attenzione.





Spero di avervi incuriosito con la mia recensione!!
Buona giornata!!! 




lunedì 18 maggio 2015

Recensione: Per me si va nella città dolente (Anorexic History X) - Pierluigi Agnelli


Titolo: PER ME SI VA NELLA CITTA' DOLENTE
 (ANOREXIC HISTORY X)

Autore: Pierluigi Agnelli
Uscita: 31 ottobre 2014

Formato: Ebook

Prezzo: 3,99

Data di uscita: 2015

Sinossi: Questa è la storia di Roberta, 21 anni, occhi di un azzurro cielo che fa tanto primavera e che a dispetto persino di se stessa, è viva. A dispetto di chi scommetteva inconsciamente su quanti mesi o settimane o giorni le sarebbero restati da vivere. Lei, il suo maledetto amore, l'ha conosciuto esattamente sette anni fa. Lei era il suo dolce vizio, una consolazione, una maledetta trappola: si chiama Disturbo del Comportamento Alimentare. In questo romanzo autobiografico viene presentata una corolla di emozioni, cadute, promesse, riprese: la ragazza risalirà la corrente della vita lentamente ma tenacemente, proprio come un salmone, verso quell'agognato equilibrio perduto. Roberta imparerà così quanto sia bello riuscire a fidarsi di qualcuno e assaggiare il proprio "Io". La musica citata dei Garbage, di Renga, Ligabue, Elisa, Zero, Ferro e di altri serpentina delicatamente tra questo vortice di parole."Come un funambolo che cammina su di una fune lassù, in alto nel cielo, cerco continuamente l'equilibrio che mi faccia arrivare dall'altro capo; è faticoso ed emozionante, pericoloso ed eccitante, tragico e comico al tempo stesso. Io sono una corda tesa tra la malattia e la guarigione."

Recensione:
Questo romanzo è tratto da una storia vera, mi sento in dovere di sottolineare che il racconto dell’esistenza di Roberta mi ha toccato le corde più sensibili dell’anima. Il romanzo racconta la malattia di Roberta, in un intervallo di tempo che comprende alcuni anni. L’incontro della ragazza con la sua amica (l’anoressia) è casuale, ma diverrà centrale nella sua esistenza, una sorta di colpo di fulmine.

“Lei, il mio maledetto amore, l’ho conosciuta esattamente sette anni fa, una sorta di colpi di fulmine …. un’amica sincera che non mi lasciava mai”

Ci sono episodi nella sua lotta iniziale con l’amica “anoressia” che mi hanno davvero sconvolto, per esempio quando la protagonista affronterà per la prima volta l’esperienza del vomito autoindotto, o ancor peggio dei tagli (prima ferita inferta dopo il litigio/distacco con l’amica del cuore).

Roberta è molto fragile, punta costantemente alla perfezione e all’inizio è particolarmente ostile nei confronti dei familiari che cercano di aiutarla. Ho amato la forza della madre (che non si arrende mai), e la presenza costante della sorella Erica (forte come un leone, cocciuta come un mulo).


“Io sto bene da sola, anzi … io non sono mai sola, perché con me, c’è lei la mia nuova amica …”.

“Tranquilla ce la faremo, insieme possiamo fregarli”.

“ Si … sono sempre voluta essere migliore. Sono sola dentro, ho il deserto”

All’interno del racconto, non mancano tra il dolore della ragazza anche eventi tragicomici a mio parere, quali ad esempio l’esorcismo dello zio, o la descrizione degli infermieri all’interno della clinica.
Personalmente ho adorato altresì gli scambi epistolari tra i diversi protagonisti, peraltro di differente genere: quelle dure tra madre e figlia (nel periodo più buio del ricovero in clinica), quelle all’anoressia di amore e odio, infine quelle di speranza ai primi fidanzatini (nella prima fase di recupero).
La parte che più di ogni altra mi ha emozionato è la descrizione dettagliata del rapporto con il padre (peraltro malato di tumore), è’ impossibile (essendo anche io figlia) non versare lacrime. Non voglio anticipare dettagli, per non rovinare la lettura, ma il legame tra Roberta e il padre malato è realmente centrale e molto emozionante.


“ Per mio padre, sono il dolore più grande, il suo pensiero fisso…. lui vuole solo stare con me. Il nostro era un dolore simmetrico (una sintonia tardiva ma profonda)…”


Sono rimasta incollata alle pagine, nel tentativo di capire se alla fine Roberta sarebbe stata in grado di uscire da questo tunnel terribile in cui il disordine alimentare passa da un estremo all’altro, dall’anoressia alla bulimia. Un lungo cammino nella città dolente tra solitudine, lotta con la famiglia e desiderio possibile di uscirne.
Una lettura che mi sentirei di consigliare nelle scuole, perché i giovani (spesso i più colpiti) capiscano quanto i disturbi del comportamento alimentare siano subdoli nemici in grado di rubare le meraviglie della nostra vita.

“ Due chiacchiere tra donne, un abbraccio da parte delle mie sorelle, un sorriso di tuo padre…non valgono più di una taglia 38…”.

Alla prossima,