Eliza

Recensione: I CADUTI DI PIETRA di Giuseppe Russo

09:00

Buongiorno amici lettori,
e buon inizio settimana! Mi piace pubblicare il lunedì, spero sempre che leggere quello che scrivo vi faccia iniziare la settimana col piede giusto, magari con la voglia di fare un salto in libreria!
Ma passiamo alla recensione che vi propongo oggi, che riguarda I Caduti di Pietra di Giuseppe Russo...



Titolo: I Caduti di Pietra
Autore: Giuseppe Russo
Editore: Photocity.it
Pagine: 224
Prezzo: €12,50 (cartaceo)
Data di pubblicazione: gennaio 2015


Trama
Il 10 giugno del 1940 l'Italia fascista entrava in guerra, persuasa da un'illusione storica e da calcoli politico-militari totalmente errati. A Napoli, diventata uno strategico trampolino di lancio verso il Mediterraneo, la guerra portò enormi disastri, inghiottendo non solo più di ventimila civili innocenti, ma danneggiando e devastando per sempre una grande fetta del patrimonio storico, artistico e culturale della città. La stessa sorte, seppur in misura minore rispetto alle tragedie della problematica città partenopea, toccò ad altre zone della regione. Numerosi centri furono prima bombardati dagli angloamericani, poi colpiti dai nazisti in ritirata, e successivamente usati e violentati dall'occupazione degli Alleati. Questi ultimi, inizialmente definiti "liberatori", alla fine agirono ugualmente come un esercito d'occupazione feroce e non meno odioso del nemico in ritirata. Gli anni della guerra, in Campania, furono tre volte più devastanti che nel resto d'Italia. Non caddero solo militari e civili. Caddero anche le pietre angolari della nostra cultura. 


La mia recensione
Certamente, come avrete capito, non vi parlerò di un libro di mero intrattenimento, siamo davanti infatti ad un saggio storico, incentrato sulla storia del nostro paese durante i terribili anni della Seconda Guerra Mondiale. 
Il 2015 è un anno particolare in cui si sono unite la commemorazione dell'inizio della Prima Guerra Mondiale per l'Italia ma anche i 70 anni della fine della Seconda. A volte il destino è beffardo! Purtroppo 70 anni sembrano al giorno d'oggi tanti e a volte si tende a dimenticare o addirittura a sminuire ciò che è stato. Perché questa premessa? Perché questo libro condensa in appena 200 pagine gran parte della storia della nostra eredità. I terribili anni che attraversò l'Italia dal 1940 al 1945 segnarono profondamente il paese e la popolazione, ma anche la nostra cultura. Convinto di entrare in una guerra lampo che avrebbe visto vincitore l'alleato tedesco, il governo italiano si buttò quasi alla cieca in un conflitto che non sarebbe stato breve e che non era in grado di affrontare. Tra i tanti problemi che si palesarono fin da subito ci fu anche quello della salvaguardia dei beni culturali, quindi chiese, basiliche, palazzi storici, giardini, castelli, monasteri, e via dicendo, ma anche i beni amovibili, quadri, ceramiche, libri, arazzi, mobili. Un patrimonio enorme che rischiava di andare distrutto sotto i bombardamenti e non solo. Ciò che mi è piaciuto di questo libro è il fatto di guardare la storia da un punto di vista diverso, non da quello degli alleati o da quello dei nazi-fascisti, ma unicamente da quello dei beni culturali e del patrimonio culturale nel suo insieme. Questo comporta una posizione critica un po' controcorrente. Mi spiego meglio. Con l'ingresso dell'Italia in guerra iniziarono presto i bombardamenti alleati, inglesi prima, americani poi, sul territorio campano in particolare, in quanto snodo critico e strategico di fondamentale importanza per i rifornimenti e le infrastrutture. Già da questi prime incursioni aeree il patrimonio artistico si vede duramente colpito (i provvedimenti di salvaguardia dello stato italiano furono infatti assolutamente inadeguati se non dannosi per l'integrità fisica e storica dei beni), anche perché  non furono risparmiati neanche quegli obiettivi che per convenzione internazionale dovevano essere esentati dai bombardamenti (ospedali, scuole, luoghi di aggregazione popolare, ma anche chiese, musei, pinacoteche). Ci fu un'intenzionale decisione nel colpire questi siti per fiaccare la popolazione e farla sollevare contro il nemico. O ancora, dopo l'armistizio e l'invasione alleata (notare il termine usato, invasione) luoghi storici di grande importanza come la Reggia di Caserta, il Teatro San Carlo e via dicendo furono usati per acquartierare truppe e comandi. Questo comportò una chiara volontà di sfregiare i simboli della Storia del territorio per sottolineare la potenza alleata: muri e rivestimenti in seta furono bucati per far passare fili telefonici, affreschi vennero intonacati, ecc. Inoltre erano nella norma furti più o meno consapevoli di piccoli o medi oggetti asportabili (chi voleva un ricordo da portare a casa, chi commissionava furti di opere d'arte). 
Insomma, Giuseppe Russo ci mostra gli eventi quali furono, togliendo il velo politico e ideologico che li ricopre e ci mostra cosa effettivamente volle dire vivere in quegli anni. Perché in fondo quello dei beni culturali è un aspetto di una situazione ben più ampia, basti pensare cosa è significato per le popolazioni vivere prima il fascismo, e poi la ritirata tedesca che voleva fare dietro di se terra bruciata e l'avanzata alleata, la cui unica preoccupazione era raggiungere il propio obiettivo, annientare i tedeschi. 
Attraverso la distruzione, parziale o totale, del patrimonio storico artistico della Campania, l'autore mostra la tragicità degli venti, la disperazione che segnò in quegli anni il popolo campano.
Ciò che  mi sento di criticare, nel mio piccolo, riguarda l'ampiezza del territorio che l'opera vuole trattare, cioè la regione Campania. In realtà l'attenzione è incentrata su Napoli e pochi altri centri mentre vengo completamente saltati altri (un esempio su tutti di Pompei non si parla, solo un breve cenno, anche se venne parzialmente colpita dai bombardamenti). Naturalmente non si può parlare di tutto, sarebbe impensabile, però mi sarebbe piaciuto uno sguardo più ampio, un breve excursus ad esempio anche sui centri minori, sulle aree archeologiche. 
Non è un libro per tutti, non è un libro che si legge per passare il tempo e non è un libro che si può prendere alla leggera; è un libro che deve essere letto con occhio e mente critica, ripensando alla storia studiata sui libri di scuola ma anche, e soprattutto, a quella raccontata da chi l'ha vissuta. 

Voto
3 cuori e mezzo


Alla prossima




Avvento

C'è post@ per noi... #99

09:25

Buongiorno lettori! Rieccoci con le segnalazioni di questa settimana, tema horror questa volta! 



BESTIE DA SOMA (di ALFREDO MOGAVERO)




Nella giungla maleodorante del mercato coperto chiamato Mondezzaio, il “Professore” è un ragazzo che – nonostante il buon livello culturale cui deve il suo nomignolo – sbarca il lunario lavorando come
facchino in cambio di uno stipendio da fame.
Nel Mondezzaio c’è di tutto: fumo, droga, traffici sottobanco e scommesse clandestine. Da questo microcosmo putrido lui vorrebbe venir fuori, ma una serie di eventi sfortunati lo precipitano in un susseguirsi di situazioni al limite del grottesco.
D’altra parte, i personaggi che incrociano la sua strada sono tanti e variegati: Mezzabotta, che ogni
volta gli dà il buongiorno pestandolo a sangue; l’inquietante Biondo, capace di saltare su una corda sospesa nel vuoto pur di vincere una scommessa; i boriosi attivisti dell’ALF che, con il loro estremismo, hanno inquinato il cervello della ragazza dei suoi sogni coinvolgendola in progetti strampalati; un buffo scimpanzé dipendente dalle sigarette, uno strano individuo con la faccia da serial killer, la vicina di casa innamorata, una gigantesca culturista cinese che lavora per gli strozzini e una languida prostituta che è anche la fidanzata del suo migliore amico.
Tutto converge verso una notte all’insegna della follia, nel cortile della villa di un noto mafioso, che sarà teatro di un autentico bagno di sangue.

Dall’autore di Six Shots, un romanzo degno di una sceneggiatura di Quentin Tarantino.

Collana Innesti (digitale)


AVVENTO (Vol. 1) – LA PROMESSA (di DEBORA SPATOLA)



Il suo vero nome non è Lua. Niente nella sua vita precedente era vero.
Strappata alla madre naturale il giorno stesso della sua nascita, diciotto anni prima, è stata cresciuta in una famiglia fittizia, al riparo dalla verità. Quel giorno tre strani uomini la prelevano da casa: lei è una Promessa. Poi un incidente, una sparatoria, dei “Guardiani” la portano in salvo nonostante tutto sia molto confuso. Lua rimane con loro quanto basta per scoprire che esistono gli Ibridi, che esiste una Matrice che secondo la profezia satanica genererà un Anticristo duemila anni dopo il Messia, necessario a mantenere l’equilibrio cosmico tra bene e male. E scopre che i Guardiani che l’hanno salvata – e che continuano a proteggerla sacrificandosi in prima persona – sono in realtà Nephilim. Loro fanno parte del famoso gruppo di Lincoln, Guardiani della Luce destinati, secondo la predizione di Hellson – un Ibrido convertito al Sommo Bene e divenuto profeta – a ritrovare la Matrice prima che l’Avvento abbia compimento. Il sentimento per uno di loro, tuttavia, s’intreccerà così tanto con la Missione da mettere in pericolo la sopravvivenza stessa della razza umana. Perché Lua non è soltanto una promessa sacrificale strappata a un altare nero, ma ha un segreto che nessuno conosce, neanche lei.

“Esiste un amore perfino più grande di colui che dà la vita per la persona che ama, quello di chi dà l’anima!”
(Hellson)

Collana Intrecci (digitale)



DAMNATION (Vol. III) – LE PRIGIONI DI YNRIS 
(di ELEONORA ROSSETTI e LUIGI DE MEO)



Torna la saga di Damnation con un nuovo avvincente episodio.
Tasryne e Karl sono vittima di un’imboscata che divide le loro strade. L’unico che potrebbe salvare la situazione è Agmal, ma il Diavolo è ormai vinto dalle voci, che lo conducono a un luogo sulle montagne dove apprenderà un segreto terrificante…
Dopo Il rinnegato e Caccia ai redentori, Eleonora Rossetti e Luigi De Meo ci presentano il terzo capitolo della serie. Man mano che si sviluppa, la vicenda assume contorni sempre più inquietanti.

Collana Intrecci (digitale)



ROMA CAPUT ZOMBIE (di MARCO RONCACCIA)



A tutti gli amici appassionati di zombie, eccoci ad annunciare l’uscita di Roma Caput Zombie, un romanzo di ambientazione italiana a tinte forti, scritto dal bravissimo Marco Roncaccia.
Finalmente i “morti che camminano” visti da un punto di vista differente, immersi in una realtà sociale a noi molto vicina. Degrado, criminalità e una buona dose di cinismo fanno da sfondo a questa storia, che vuol essere un survival molto particolare, condito da un umorismo nero che non mancherà di farvi sorridere ma, anche, di spiazzarvi.
Per Aldo la vita è dura ma anche la morte non scherza.
La sua compagna l’ha lasciato, la cooperativa per cui lavora non lo paga ed è sotto sfratto. Scambia con un tossico la sua auto, per un posto in una stanza in una palazzina popolare fatiscente di un quartiere degradato di Roma. Viene morso da un piccione che gli arriva in casa dalla finestra. Da quel momento nulla sarà più come prima.
Si sorprenderà a divorare il cane di un pastore sardo, i furetti allevati da un homeless che vive nel parco, fino a scoprire il raccapricciante piacere di un pasto di carne umana.
Un’avventura tra orrore e degrado, in una periferia romana tristemente in rovina.

Collana Insonnia.



LE 7 VITE DEL FAMOSO GATTO FMURR 
(di GINO ANDREA CAROSINI e GIORGIA MATARESE)

 
Siamo felici di annunciare che un nuovo piccolo gioiello ha preso posto nella collana Inizi, dedicata ai più piccoli. Si tratta di Le 7 vite del famoso gatto Fmurr, scritto da Gino Andrea Carosini e illustrato da Giorgia Matarese.
La leggenda popolare delle sette vite dei gatti diventa una originale favola illustrata.
Trisilla e Palmiro vogliono tanto un micetto e finalmente Fmurr arriva nella loro casa. Ma un gatto curioso non ha vita facile e soprattutto lunga… Per fortuna Fmurr ne ha sempre una di riserva! Una storia di amicizia per gli amanti dei felini ma anche per tutti gli altri.

Collana Inizi.



HORROR POLIDORI VOL. 2 (AUTORI VARI)


Segnaliamo l'uscita della raccolta dei racconti horror finalisti al Premio John W. Polidori per la Letteratura Horror.
Le storie sono tra loro diverse e variegate, ognuna affronta un aspetto dell'orrore con taglio differente: racconti a volte crudi, a volte d'atmosfera, psicologici, terrificanti, disturbanti. All'interno temi diversi, legati al classico e all'archetipo in alcuni casi, originali e sorprendenti in altri.

Questo l’elenco completo degli autori delle opere incluse nell’antologia: Roberto Bommarito e Alessandra Lusso (vincitori del Premio), Samuele Nava, Fabio Secchi Frau, Filippo Dantaniello, Marco Bertoli, Cristian Borghetti, Stefano Camossi, Catia Pieragostini, Gianluca Gemelli, Giuliana Ricci, Simone Carletti, Alberto Monza, Francesca Mairani, Carmelo Massimo Tidona, Massimiliano Giri, Marco Champier, Giuliano Conconi, Stefano Telera, Vito Pirrò, Matteo Pisaneschi.

Collana Insonnia.

Qualcosa ha colpito la vostra attenzione?

Annie

Recensione a confronto: "cHANNIBAL" di Violet Nightfall

08:29

Titolo: cHannibal
Autore: Violet Nightfall
Pagine: 265
Genere: Paranormal Thriller
Cover: Violet Nightfall – Purple Monkey Studio
Data di uscita: Aprile 2015
Sinossi: Cassandra ha sedici anni quando – a causa del lavoro della madre – è costretta a trasferirsi a Esslingen, in Germania. La cittadina è una bomboniera piccola e colorata, e nulla, in questo angolo di paradiso, sembra poter andare storto. Unico neo in quella perfezione? Le scale che hanno “colonizzato” tutta Esslingen… oppure c’è dell’altro?

Misteriose sparizioni tra i coetanei della giovane si susseguono da mesi e ben presto Cassandra sarà costretta a fare i conti con qualcosa di estremamente rischioso. Accompagnata da Schwarz – un amico un po’ speciale (sui generis) – cercherà senza tregua di scovare gli indizi che Channibal, entità misteriosa e terribilmente pericolosa, ha lasciato lungo il suo oscuro cammino.

Cassandra riuscirà in questa impresa quasi impossibile, o forse anche lei, ignara di essere ormai braccata, giungerà troppo tardi?

Una lettura ricca di suspense, che come in un infinito gioco di specchi, non solo catturerà i più giovani, ma intrigherà anche un pubblico più adulto.

Cosa ne pensa Annie:
Non appena ho letto la trama di questo romanzo, sapevo già che avrei voluto leggerlo e quando mi è stato proposto di leggerlo per il blog ero davvero molto entusiasta.
Ho trovato sin da subito l'idea di base molto originale e l'ambientazione sembrava bellissima ma dark al punto giusto.
L'esperienza di lettura però non è stata del tutto positiva.
Le mie aspettative sulla trama e la sua originalità sono state subito confermate, visto che Cassandra, la protagonista, si trova fin da subito davanti ad un mistero: riesce a vedere Schwarz, il ragazzo che abitava nella casa vicino alla sua, morto diversi mesi prima e scopre che a Esslingen, la cittadina in cui si è appena trasferita, hanno avuto luogo un omicidio e poi una serie di sparizioni misteriose.
Basta poco perché Cassandra si lasci coinvolgere dai misteri che ruotano intorno alla piccola cittadina e le sue indagini la portano a scoprire, appunto, Channibal.
Questo romanzo è sicuramente un horror molto originale e la storia è godibile. Essendo poi un romanzo breve e coinvolgente si legge davvero in poco tempo, anzi, per rimanere in tema, si divora!
Leggendo però ho avuto l'impressione che la storia avesse bisogno di più spazio, come se necessitasse di essere sviluppata meglio, soprattutto per quello che riguarda i personaggi, che sono poco approfonditi e anche la protagonista passa, ma senza lasciare il segno.
Cassandra si dimostra una sedicenne coraggiosa e decisa, ma un approfondimento su di lei si sarebbe potuto coordinare benissimo con il resto della storia.
Il ritmo del romanzo poi è sicuramente incalzante e non mancano l'adrenalina e i colpi di scena, ma mancava proprio l'equilibrio con l'approfondimento dei personaggi.
Un altro difetto che ho riscontrato è stato qualche errore che non è stato corretto in sede di editing, qualche improprietà lessicale sulla quale per abitudine nei libri di autori selfpublished passo tranquillamente, ma in alcuni passi, soprattutto all'inizio del romanzo, mi sono ritrovata sommersa dai punti esclamativi, sian nella parte narrativa che in quella dialogica, che mi hanno un po' rovinato la lettura perché stridevano spesso sulle frasi in cui erano inseriti.

Questo è il secondo lavoro di Violet Nightfall che leggo e devo ammettere che questa autrice ha moltissima fantasia e sa spiazzare i suoi lettori con le sue trame.
Stilisticamente tuttavia deve ancora crescere, ma ha dell'ottimo potenziale, decisamente!




Cosa ne pensa Fabiola:
cHannibal narra la storia di Cassandra, una ragazza normalissima, che si trasferisce dall’Italia alla Germania con i suoi genitori e con la sua bellissima sorella Amanda.
Nella cittadina di Esslingen a prima vista sembra tutto anche troppo perfetto, ma presto Cassandra scopre che parecchie ragazze sono scomparse, e pare che nessuno sappia cosa stia succedendo. 
Farà amicizia con Schwarz, un ragazzo un po’ speciale che sa molte cose di cHannibal e che la aiuterà a far luce sul mistero.

Uno dei punti di forza di questo romanzo è lo stile dell’autrice, fresco e pulito, che invoglia a continuare la lettura del libro, che scorre senza intoppi. 

Le descrizioni sono chiare, per nulla forzate, e i personaggi sono credibili, per quanto ammetto che Cassandra mi sia sembrata molto intuitiva in alcuni momenti, infatti fa ricerche e arriva molto vicina alla soluzione del mistero (anche grazie a Schwarz), ma in alcune parti del libro sembra non avere neanche idea di cosa siano deduzione e intuizione. 
Leggendo con attenzione si possono trovare indizi sparsi dall’autrice per aiutarci nell’investigazione, che la protagonista sembra non vedere, neanche quando sono molto evidenti. Ho molto apprezzato questa gestione del mistero, perché se c’è una cosa che odio è l’apparizione di un colpevole buttato lì, giusto per sorprendere il lettore, senza alcuna motivazione e senza modo di scoprire la sua colpevolezza. La sorpresa è bella solo quando è sensata, quando c’è la possibilità, leggendo, di ottenere gli indizi necessari per scoprire chi è l’assassino.
L'agente Otto invece è odioso, è proprio così che doveva risultare, lo so. Però mi sembra che comunque un agente di polizia debba considerare le prove, seguire delle piste, e che lui sia stato totalmente inutile ai fini della cattura o delle indagini su cHannibal, alla fine infatti basa i suoi sospetti sull'antipatia che prova per Cassandra, più che sulle prove (che non ha e che non cerca).

Sappiamo tutti che leggere libri autopubblicati può essere un rischio, a volte, ma in questo caso devo dire che sono stata piacevolmente sorpresa dallo stile pulito e coinvolgente di Violet, che sembra essere a suo agio in questo genere e che fa sentire a chi legge la passione che lei probabilmente prova nello scrivere. C’è qualche errore, ma niente di fastidioso, e comunque le frasi sono sempre costruite bene e le metafore sono originali e rendono bene.

Un altro punto di forza del libro secondo me è la gestione dei rapporti tra i vari personaggi, in particolare quello tra le due sorelle: ambivalente e difficile, ma profondo come solo un rapporto di questo tipo può essere; e quello tra Schwarz e Cassandra, unico, eppure descritto con una semplicità tale da farlo sembrare normalissimo.
Ho apprezzato anche l’ambientazione della storia: questa città che a prima vista non spaventerebbe nessuno, vista la sua pulizia e il suo ordine, che però risulta inquietante, popolata com’è da persone che ignorano il mostro che sta terrorizzando gli adolescenti della città.

Oltre a cHannibal, l'autrice ha inserito nel libro anche qualche regalino, il libro contiene infatti i primi capitoli degli altri libri da lei pubblicati: Agatha - l'amore che non muore, Beautiful Sin, Evangeline e il caso dell'incendiario, e le prime pagine di A very UNDEAD Xmas, una scelta che ho apprezzato davvero.



Consiglio cHannibal agli amanti del genere, ma non solo. Faccio i miei complimenti a Violet, e le auguro di continuare ad avere la passione che ho sentito leggendo cHannibal, credo che leggerò altri libri scritti da lei in futuro.




                                                                                               Annie e Fabiola

Il faro

Recensione: IL FARO di Monia Iori

08:23

Scheda tecnica:
Titolo: Il faro
Autrice: Monia Iori
Editore: Narcissus.me
Formato: ePub
Trama: Pearl ha una grande passione: il cielo. Sin dall'infanzia la sua vita è sempre stata guidata dalle stelle e ogni aspetto della sua esistenza è influenzato dalla luce degli astri. Le sue giornate sono scandite dai cambiamenti dell'Universo e non c'è niente che ami più della Luna. Tranne il faro. Ogni notte, infatti, l'oscurità è rischiarata da quel lume solitario che governa la scogliera e che esercita un fascino irresistibile sulla fantasia della ragazza. Il suo desiderio più grande è sempre stato quello di vedere la notte svegliarsi dal faro, ma non è mai riuscita a far avverare quel sogno. Finché un giorno, spinta dalla meraviglia della notte, decide di seguire quel bagliore inconfondibile e di avventurarsi verso di esso. Lì incontra Shane, il guardiano del faro, e scopre che quel luogo rappresenta per lei molto più di un sogno evanescente. L'amore, il coraggio, il dolore, la speranza sono celati dietro la luce brillante della sua intermittenza. Il faro è il luogo a cui appartiene e il suo richiamo è più forte di qualsiasi cosa. Ma la vita di Pearl è reale o solamente un'illusione?

La mia visione d'insieme:
Protagonista di questa storia è Pearl, una giovane ragazza che all'inizio si definisce morta prima di essere nata. Eppure, Pearl inizia a raccontarci la sua storia a partire dal grembo materno. Figlia di due studenti non pronti ad impegnarsi reciprocamente, Pearl cresce con sua madre e grazie a suo padre inizia ad amare le stelle finendo poi per studiare astronomia.
I genitori ricreano ciascuno una propria famiglia con altri compagni ed altri figli pertanto Pearl non si sente parte ne di un nucleo ne dell'altro, come se fosse un'estranea per entrambi.
Un sostegno alla giovane Pearl è dato dalla sua affezionata tata e da sua nipote, la coetanea Jasmine.
La passione per le stelle spinge Pearl al faro ed è lì che incontra e si scontra con Shane, un militare di guardia al faro con la passione per l'opera.
Tra Pearl e Shane i battibecchi sono continui, lavorando assieme iniziano a conoscersi ed alla fine finiscono col riconoscere i propri sentimenti l'uno per l'altra.
L'amore tra i due, prima timido, riesce a caricarsi di trasporto ed energia, peccato che sul più bello i due debbano smettere di vedersi visto che Shane deve allontarsi per una missione. Lui le chiede di non aspettarlo ed andare avanti con la propria vita ma lei non lo concepisce e, infatti, resta per mesi in attesa del suo ritorno.
Quando Pearl sta perdendo la speranza di ritrovare Shane, lui ritorna ed il loro amore è più forte di prima, peccato che ora sia Pearl ad iniziare a perdere se stessa.

La vita di Pearl è realtà o illusione? I suoi ricordi sono reali o solo sogni? 
Solo alla fine capiremo e daremo un senso a questi interrogativi.

La presentazione del romanzo è accattivante e la dedica emozionante, di sicuro un invito a leggere.
Il linguaggio che pervade l'intero romanzo è poetico, sembra quasi di un'altra epoca ed aiuta il lettore ad entrare in un'atmosfera appassionante.

I temi affrontati sono numerosi, i sentimenti in gioco anche, ma su tutti brilla l'inno alla vita che secondo Pearl, in ogni caso va vissuta, anche quando ci riserva cose spiacevoli come di fatto è per tutti.

Un romanzo ambientato ai giorni nostri ma con un'atmosfera di altri tempi, sarà complice il linguaggio come dicevo o l'idea del faro stesso ma resta in bocca il sapore di qualcosa di perduto e nostalgico. Molto dolce in sintesi.




Arianna

Recensione a confronto: "ORBETH - L'oscura minaccia" di Marco Perrone

08:26


Titolo: "Orbeth - L'oscura minaccia" ( primo romanzo della trilogia di "Orbeth")
Editore: Narcissus
Genere: Dark Fantasy
Pagine: 517 
Anno di pubblicazione : 2014
Sito Ufficiale di Autore e Opera: www.marcoperrone.onweb.it
Trama: Ci troviamo nel continente di Orbeth, stroncato da un lungo e sanguinoso conflitto tra i popoli del nord e gli invasori meridionali. Quando lo scontro ha finalmente un epilogo, la pace consecutiva al rientro viene presto eclissata da un nuovo, oscuro PERICOLO...assai più letale della guerra stessa.

Un mondo ostile, dai toni gotici, con un forte afflusso di elementi espliciti, ispirati all' horror più magistrale, fa da sfondo a questa prima scena di una TRILOGIA che, coi suoi poliedrici aspetti, i suoi ben tarati elementi fantasy, e l'ampia presenza di personaggi, ognuno con le sue peculiari caratteristiche e i propri sentimenti, sa appassionare i lettori, immergendoli in un'esperienza che segna profondamente il loro spirito creativo.
Palpabile senso di pericolo, intensa narrazione con suggestive sequenze descrittive, nascita di forti legami, tanti colpi di scena, e molto altro ancora, in questo imperdibile scritto, tutto da gustare.

Cosa ne pensa Arianna:
“Orbeth – L’oscura minaccia” è il primo capitolo di una trilogia affascinante, che coinvolge sin dalle prime pagine. L’incipit si apre mentre il nostro protagonista Malcus, eroe di Werlin e nemico di Rinfold, si trova proprio dentro la cattedrale della città di Rinfold alla prese con un’orrida creatura che chiaramente lo sta per uccidere. E a questo punto la storia si interrompe bruscamente per tornare indietro di tre mesi quando Malcus, al comando di un imponente esercito, dichiara la sua vittoria schiacciante sui rinfoldiani e si mette in marcia per tornare nella sua città e dal suo re a Werlin. I nemici si sono ritirati oltre i confini, le perdite sono state minime e tutti sono felici. C’è solo un piccolo inconveniente: un nomade, che si è macchiato dell’omicidio di quello che per tutti era un innocente, narra di un paesino dove gli abitanti sembrano essersi trasformati in un branco di umanoidi invasi dal desiderio di uccidere chiunque. Malcus non crede al nomade Raek e non si preoccupa eccessivamente, cosa potrà mai fare un piccolo paese di pastori contro un esercito di diecimila unità? Ma non è l’unico mistero: la flora del regno sembra improvvisamente essere stata invasa da fiori vermigli, simili a tulipani. Come sono arrivati nelle loro terre? E come si collegano con le recenti stranezze?
Il romanzo narra la storia di Malcus e dei suoi soldati, costretti a essere perennemente vigili e attenti, mentre rientrano  in patria e vedono la loro terra stravolta, cambiata da qualcosa che sembra indistruttibile ma soprattutto onnipresente. I capitoli si leggono con facilità e scorrono velocemente uno dopo l’altro fra battaglie, sangue, mostri, esperti di alchimia e piromanzia. Il ritmo della narrazione è veloce, abbastanza rapido da tenere il fiato sospeso, ma abbastanza lento da descrivere i dettagli dei combattimenti, da far capire cosa stia succedendo e quali siano le strategie di battaglia. Non manca la componente femmile, come Jean, ragazza nomade che si unisce all’esercito per la sua bravura con l’arco e sorella di Raek.
Lo stile è davvero piacevole e si contraddistingue per la sua originalità e per la forte componente poetica. Il lessico è ricco e variegato, a tratti desueto, ridondante, ma mai spigoloso, le frasi sono brevi e curate e già dopo i primi capitoli ci si adatta facilmente a questo stile particolare e personale. Nonostante le scene d’azione, l’autore riesce a trovare il giusto equilibrio tra le descrizioni  dei paesaggi, l’intreccio della trama, le imprese dei suoi personaggi, le lotte cruente e le lunghe marce, c’è anche spazio per una piccola storia d’amore. La trama è sicuramente uno dei punti di forza del libro, ci sono vari momenti intensi alternati ad altri più tranquilli. Un aspetto negativo è l’assenza di legami fra i personaggi e il mancato approfondimento di quei pochi che si vengono a creare.
Consigliato a chi cerca un fantasy originale , con un finale davvero sconcertante che lascerà abbastanza curiosità e ansia per il seguito.


“Poi fu come lo scoppio di un tuono, sibilante e celeste, nel nero plumbeo di una nube temporalesca. La rapidità degli eventi, l’assenza del filo logico che li evolvesse e la drammaticità con la quale precipitarono frantumò il tempo stesso, condensandolo in una miriade di cruenti flash.”


3 CUORI E MEZZO!!
                                                       

Cosa ne pensa Mariangela:
Personalmente il fantasy non è il mio genere letterario preferito, ma essendo un amante dell'horror gotico, ho notato subito che Marco Perrone è riuscito a saldare insieme questi due generi in un modo davvero accattivante, che mi ha conquistato dalle prime pagine. Innanzitutto, e questo è un elemento non scontato, non si tratta di un fantasy popolato da vampiri e streghe, come ci si aspetterebbe. Ho trovato infatti davvero originale l'idea del Rim, questa " semenza oscura" che tutto distrugge, e che si innesta nel corpo umano... ma non voglio svelarvi troppo di questa invenzione dell'autore!
Anche i personaggi sono estremamente ben delineati: Jean, Raek, Malcus, per citarne alcuni, vengono descritti con tanta cura, che sembra quasi di conoscerli personalmente. Da non amante delle battaglie, mi sono dovuta ricredere: ho apprezzato la descrizione dei combattimenti, lo stile narrativo ricercato, a tratti poetico, che ti catapulta in un'epoca fiabesco-cavalleresca, facendoti immaginare un vero e proprio mondo parallelo, con tanto di mappa, altro elemento originale che mi ha molto colpito. Che aggiungere? bravo a Marco Perrone, che con la sua saga ha dimostrato di non aver nulla in meno di famosi autori fantasy...
Lo consiglio a tutti i lettori, amanti del fantasy e non, che hanno voglia di una lettura travolgente, ricca di suspance e che alla fine ti lascia con la smania di leggere il prima possibile il secondo capitolo!




                                                                                             Arianna e Mariangela

Amaranth

C'è post@ per noi... #98

10:32

Buona domenica, Lettori!
Come ogni domenica, anche oggi vi segnaliamo qualche titolo trovato nella mail.
Siete pronti? C'è post@ per noi e anche per voi!








Un terremoto a Borgo Propizio di Loredana Limone

Dopo Borgo Propizio e  E le stelle non stanno a guardare, Loredana Limone e i suoi lettori fanno ritorno a Borgo Propizio, ma nulla sembra più come prima.


TitoloUn terremoto a Borgo Propizio
Autore: Loredana Limone
Editore: Salani
Prezzo:  Rigido - € 15,90
Pagine: 388
Data pubblicazione: 10 giugno 2015

Il cielo di Borgo Propizio è un mosaico di lapislazzuli e sotto quel mosaico va in scena la vita che, si sa, è fatta di cose belle e di cose brutte.
Cose belle il borgo ne ha tante da sfoggiare da quando è risorto a nuova vita, con il Castelluccio restaurato e le imbellettate case del contado, ora affacciate sull’elegante pavé a coda di pavone della piazza del Municipio, e con l’elettrizzante fermento culturale che si respira già fuori della cinta muraria e che sicuramente rode il fegato a fior di città d’arte.
Ma un giorno qualcosa di molto brutto, un violento sisma, arriva inclemente a distruggere ampia parte del centro storico, gettando nella disperazione i propiziesi che tanto amano il loro paese. La villa del Comune sembra una scatola con il coperchio sfondato; il pavé è sprofondato quasi agli inferi; i lampioni, ora ciechi e senza luce, con le bocce frantumate, appaiono piegati alla catastrofe; le botteghe e le abitazioni sono squarciate, orri­bilmente.
Felice Rondinella, appassionato sindaco, vive l’immane disastro come se fosse il proprio, personale fallimento, e Padre Tobia si sente troppo stanco per portare il peso della croce. Perché non si tratta solo del terremoto: al borgo i peccati sono diventati incontenibili e le confessioni scandalo allo stato puro. Non si capisce più nulla, tutto è sottosopra.
L’unico fatto certo è che il professor Tranquillo Conforti trovato a terra nella Viottola Scura non ha avuto un infarto scappando via, spaventato dalle scosse, ma è stato ucciso. I segni di strangolamento non lasciano dubbi.
Chi può aver voluto la sua morte? Possibile che sia stata Dora, la ciarliera giornalaia, o Pancrazio, l’operoso erede della storica forneria? Forse qualcuno che si nasconde dietro una misteriosa azienda cinematografica, oppure una persona a cui il fu assessore alla Cultura voleva fare le scarpe? Il maresciallo Saltalamacchia non riesce a venirne a capo.
Un borgo come non lo abbiamo mai visto si palesa davanti ai nostri occhi in questo terzo capitolo della storia. Ma la grandezza di Borgo Propizio, l’intensità della sua luce, esistono proprio per la grandezza e l’intensità della sua ombra. E da lì si ricomincerà per ricostruire. Tutti insieme, come sempre.

Il cuore aspro del sud di Coralba Capuani


TitoloIl cuore aspro del sud
Autore:  Coralba Capuani
Editore: Butterfly Edizioni
Prezzo:  Ebook - € 2,99
Pagine: 340
Data pubblicazione: 12 maggio 2015

San Donato al Monte, Abruzzo, 1861. Tre grandi storie sono destinate a incontrarsi sullo sfondo di un'Italia appena unificata. La contessa Lucretia, vedova, vive sola con la sua inserviente Imelda. Giovani briganti si nascondono tra i monti per impedire l'arrivo dei piemontesi e il loro capo è Nicola, promesso sposo di Ada, una giovane abitante di San Donato. Intanto il tenente Corrado, originario del Nord, si stabilisce al paese prendendo il posto del defunto marito di Lucretia. Le loro storie sono destinate a incrociarsi in seguito a un traumatico evento: il tentato omicidio ai danni di Imelda. Che cosa nasconde questa donna dall'apparenza così impeccabile?
Tra amori indelebili e passioni inconfessabili, l'autrice delinea una storia nella Storia, un intreccio meravigliosamente orchestrato che commuove dall'incipit fino allo straordinario finale.

L'eco del mio cuore di Annarita Pizzo



Titolo: L'eco del mio cuore
Autore:  Annarita Pizzo
Editore: Butterfly Edizioni
Prezzo:  Cartaceo - € 8,00
Pagine: 120
Data pubblicazione: 13 maggio 2015

Gennaio 1895. Una ragazzina poco più che tredicenne partorisce un maschietto in una casa misteriosa su una collina vicino Sanremo. Non le sarà mai più concesso di guardare suo figlio in volto. Gennaio 1920. Orazio ha venticinque anni appena compiuti quando sale su un treno per rincorrere un fantasma del suo passato. Non sa nulla della sua vera madre, delle sue radici, ma sa per certo che la risposta a tutte le sue domande è nascosta a Sanremo, tra un brefotrofio dalle tante contraddizioni e una nobile famiglia piena di oscuri segreti.
L’autrice ci regala una storia forte, sconvolgente, attraversata da tutte le sfumature della luce e del buio. Un viaggio nel lato più oscuro dell’animo umano, attraverso gli spettri di un passato ignoto che chiede prepotentemente di essere conosciuto.


Aspetto la vostra opinione!

Buona domenica,
 

blog Leggendo Romance

Pensieri Oltreblog #13: "In una parola" di Regina Pozzati

08:04

Buongiorno lettori! Torniamo oggi con la rubrica Pensieri Oltreblog, in cui ospitiamo altri/e blogger che hanno accettato di condividere con noi le loro impressioni su un libro made in Italy.

Oggi ci fa dono della sua recensione 
Deborah del blog Leggendo Romance



Titolo: In Parola Una
Autore: Regina Pozzati
Editore: Self Publishing
Genere: Fantasy Romance
Pagine: 122

Sinossi: Una fiaba oscura, nascosta tra le pieghe del deserto, capace di legare insieme due anime diverse ed al contempo uguali.
Là dove le cupole d’oro si innalzano al cielo e le mura bianche dividono gli uomini dai pericoli che si annidano tra le dune, la principessa di C’zahr offre a uno schiavo la possibilità di realizzare qualsiasi suo desiderio, anche il più inconfessabile… 
Con una parola.

Cosa ne pensa Deborah:
"Non sono le catene a determinare chi è schiavo e chi non lo è - gli confessò - Così come non è ciò che siamo a determinare il valore della parola che diamo.”
Un romanzo dalle atmosfere esotiche, conturbanti e misteriose, che racconta una storia d'amore epica e romantica in grado di far sognare il lettore. Protagonisti dai caratteri forti e indomiti che nel cuore racchiudono la capacità di provare un sentimento tangibile e profondo e lottare per questo. Una scrittura poetica e suggestiva che sa trasmettere la magia che percorre ogni riga.

Leggere la storia d'amore tra Kirien e Tira è stato come immergersi in un mondo sospeso tra realtà e fantasia, in un tempo indefinito, in cui i sentimenti rischiano di venire intrappolati nelle catene dei pregiudizi e delle regole. Mi sono ritrovata trascinata da questo sentimento potente che è fatto di sguardi rubati e di carezze leggere, di incontri segreti e promesse. Un amore che non ha bisogno di parole perché è così vivo e potente da riuscire a sfidare il destino avverso e trasformarlo, perché anche se questi due giovani sembrano essere agli antipodi, in realtà aspirano alla stessa libertà, che scopriranno di poter trovare l'uno nell'altra.
"Per un istante invidiò la propria ancella, perché era libera di muoversi e vestirsi come voleva; di tenere il capo scoperto e di parlare con chi desiderava senza dover chiedere il permesso a nessuno.”

Tira è la figlia del raja di C’zahr, una giovane e bellissima ragazza il cui destino è quello diIN UNA PAROLA LEI vivere nascosta alla vista, perché in lei si cela un segreto che la rende diversa dalla gente del suo mondo: mentre tutti hanno i capelli e gli occhi baciati dalle tonalità del deserto, lei ha i capelli neri. Nero come il colore destinato a indicare gli schiavi. E questa diversità la costringe a una vita vissuta in una gabbia dorata, priva dell'affetto di un padre che non può accettarla perché il suo aspetto va contro ogni regola e principio e rischia di far crollare il suo potere, così importante. Ma Tira, sotto i veli che la celano nasconde uno spirito combattivo e ribelle, coraggioso e tenace, e un potere straordinario, quello di una sua parola...
"Lui era come il deserto: crudele e inclemente. Arido, ma allo stesso tempo ricco. Ne momento in cui ti avvolgeva, ti costringeva a temerlo. Una volta che avevi assaporato le sue albe e la profondità dei suoi spazi, però, non potevi più farne a meno.”

IN UNA PAROLA LUI
Kirien è uno schiavo, costretto a combattere nell'arena contro altri schiavi per il piacere del raja. Ogni sera la sua vita è appesa alla "parola" che questi pronuncerà al termine del combattimento: vivo o morto. Il suo unico desiderio è la libertà. E' per questo che combatte senza esitazioni, senza curarsi degli omicidi commessi, nemmeno se è costretto ad uccidere degli amici, perché più combatte più si avvicina a quel momento in cui un giorno potrà tornare un uomo libero. Sembra duro, spietato, in realtà il suo atteggiamento nasconde una grande sofferenza e il suo desiderio di proteggersi dal dolore e dal rimorso.


 
Attraverso un solo sguardo le loro vite si legano, i loro destini si intrecciano e le loro anime si riconoscono. Ma per stare insieme dovranno affrontare pericoli, trame nell'ombra, piani di vendetta e magie oscure. Sapranno abbattere le barriere del destino?
L'autrice, attraverso descrizioni ricche e suggestive, riesce a raccontare una storia evocandone i profumi, i colori e le sensazioni, che arrivano al lettore trasportandolo direttamente nelle sabbie del deserto, in un luogo incantato, la terra di C'zahr, un mondo baciato da tre soli. E così si entra in un sogno a occhi aperti in cui immergersi sino alla fine. Personaggi principali e secondari ben caratterizzati e una trama misteriosa  completano questo libro suggestivo, sensuale, magnetico.
Una storia d'amore romantica, appassionata e coinvolgente in cui non mancano mistero, magia ed avventura.


Deborah                 

Amaranth

Recensione: L'OMBRA DELLA CHIMERA (L'Accademia dei Supereroi #1) di Simone Laudiero

11:33

Titolo: L'Ombra della Chimera (L'Accademia dei Supereroi #1)
Autore: Simone Laudiero
Editore: Piemme
Prima edizione: 12 maggio 2015
Pagine: 320
Prezzo: Rigida - € 16,00



Nando è convinto che nella sua classe tutti abbiano un superpotere tranne lui: c'è Roberto che ha la super forza, Giorgio lo sputo a orologeria e sua cugina Alessia che può prendere fuoco come una torcia... Nessuno però vuole credergli. Finché un giorno, dopo quello che sembra un semplice controllo anti-pidocchi, Nando si risveglia in uno strano centro dove i ragazzi con superpoteri sono segregati e controllati a vista. E come gli altri, presto anche lui dovrà iniziare l'addestramento... 





***
Nella mia classe hanno tutti un superpotere tranne me. Ogni volta che lo faccio notare a qualcuno la risposta è sempre la stessa: i superpoteri non esistono. E invece eccoli, sono sotto gli occhi di tutti.

Nando, diminutivo di Ferdinando Pica, ha dodici anni e si sente un diverso: tutti i suoi compagni di scuola sanno fare qualcosa di speciale, almeno ai suoi occhi. C'è chi ha la superforza, chi i super-riflessi o altri poteri psichici.


La più potente di tutti è senza dubbio Giulia Nicodemo, che è una telepate. 

Giulia è timida, porta gonne a pieghette nere, il cerchietto rosso e camicie con il colletto ricamato e non ha il seno, ma ha gli occhi verdi, i capelli neri a caschetto e ti fa venire voglia di baciarla anche se è solo la quinta più carina della classe.

Nando è un ragazzo normalissimo e si rassegnerebbe anche alla sua condizione, se non fosse che i superpoteri degli altri gli sembrano così evidenti da non poter accettare di essere l'unico a notarli.
Almeno anche Alessia, sua cugina e migliore amica, è una ragazzina normale o, meglio, lo era. Nando ha, infatti, visto la sua testa prendere spontaneamente fuoco (un fuoco azzurro): da allora, Alessia non è più la stessa.
Dopo diversi tentativi di scoprire la verità, Nando si è rassegnato: «Mi comporterò come una persona normale, tanto io sono una persona normale, essere normale è quello che mi riesce meglio.»
Ciò che Nando non sa è che lui non è per niente normale: un'ispezione antipidocchi rivelerà, infatti, che è un SUM, un soggetto con facoltà Super-Umane Manifestate.
La Repubblica tiene segreta l'esistenza dei SUM, radunandoli in un Centro di Riabilitazione. I SUM sono, infatti, portatori sani dell'Ombra della Chimera, una patologia letale per le persone normali.

Non ci giro attorno: L'Ombra della Chimera mi è piaciuto e molto. Mi ha riportato ai tempi de Gli Invisibili, una serie per ragazzi di Giovanni del Ponte, che leggevo anche quando avevo già superato l'età target. Il paragone mi è venuto spontaneo per la piacevolezza della lettura: L'Accademia dei Supereroi è solo al primo libro, ma promette davvero bene.
È probabile che molto del mio entusiasmo sia legato proprio ai superpoteri: Nando e i suoi nuovi amici, Alessia e Giulia in testa (evviva le ragazze!), saranno solo dei ragazzini, ma hanno dei poteri e questo li rende irresistibili, soprattutto quando iniziano a formare un gruppetto molto affiatato.
Prendere in simpatia Nando, poi, è molto facile: la narrazione in prima persona, lineare come può essere il pensiero di un dodicenne ([...]se fossi stato nei miei genitori avrei pensato: «Nando dev'essere proprio convinto di quello che dice, per fare una cosa del genere». E invece pensavano: «Lo chiudiamo in casa per una settimana e tutto si risolverà da sé»), spinge a fare subito il tifo per il protagonista. In fondo, tutti noi ci siamo sentiti diversi dagli altri, esclusi dalla nostra normalità, fosse dovuta a un'altezza nella media, al naso che non ci piaceva, agli occhi del colore più banale.
E il compagno di classe che sapeva fare i conti a mente, veloce e preciso come una calcolatrice, l'amica che, flessuosa e agile, spiccava nelle ore di ginnastica, diventavano miti irraggiungibili, supereroi.
Così, quando la madre di Nando lo rassicura dicendo che un giorno anche lui scoprirà il suo superpotere, mi è venuto da sorridere. La donna non si riferisce di certo a veri e propri poteri, ma a quella particolarità che ci può rendere speciali agli occhi degli altri.
Proprio per questo, se anche Nando fosse rimasto un ragazzino normale, credo che il romanzo mi sarebbe piaciuto comunque, ma la storia sarebbe stata un'altra.
E i teen SUM rock. Quindi non mi lamento: sono lieta che Nando non abbia soltanto una fervida immaginazione e questo perché anch'io sognavo di avere i superpoteri.
Nonostante lo sviluppo relativamente semplice (in uno YA avrei preteso più pagine, un maggiore approfondimento), ogni personaggio incontrato da Nando risulta ben caratterizzato: di ciascuno viene mostrato l'atteggiamento, rivelando anche i differenti intenti nei confronti del protagonista, soprattutto per quanto riguarda gli adulti.
L'aspetto che più ho apprezzato, però, è la contestualizzazione socio-politica. Nando vive in un mondo e in un'epoca che potrebbero essere i nostri, ma allo stesso tempo non vi è dubbio che non lo siano: non vi sono tecnologie più remote o più avanzate delle nostre e non vi sono indicazioni geografiche particolari. Si tratta di un universo alternativo, in cui la Repubblica si contrappone al Regno.
Tra i due Stati è in corso una guerra che si consuma da tempo, senza vedere il predominio dell'uno o dell'altro. Non c'è molto che i cittadini della Repubblica sappiano del Regno, se non che vuole imporre la propria forma di governo.
Sono vicende che Nando e i suoi compagni seguono con poca attenzione, un po' annoiati dalle solite notizie e un po' convinti come tutti gli adolescenti che quella dei telegiornali sia una realtà altra, diversa dalla loro, e che non li possa toccare direttamente.
Nonostante abbia superato l'età per la collana Il Battello a Vapore (ma c'è davvero un'età giusta per certi romanzi?), L'Ombra della Chimera mi ha trascinata nelle sue pagine, mi ha coinvolta nell'inizio di un'avventura, quella dei Supereroi, che non vedo l'ora di proseguire.
Se avete dei bambini, figli, nipoti, cugini, è un libro che vi consiglio di regalare e, poi, mi raccomando, fatevelo prestare: penso proprio che vi piacerà!




Plus. L'edizione è molto carina: nei risguardi vi sono le illustrazioni del Centro di Riabilitazione e della sua planimetria.


Alberto Camerra

Recensione: "Caprice e il cavaliere" di Alberto Camerra

08:20


Titolo: Caprice e il cavaliere
Autore: Alberto Camerra

Editore: Self Published
Genere: Racconto Paranormal Romance
Prezzo: €.1,49 ebook 
Data pubblicazione: 23 marzo 2015


Sinossi:
È un’albina diciottenne che si tinge i capelli di biondo, Caprice, figlia di Marianne e di un padre, venuto dal mare, che non ha mai conosciuto.
Sono però altri i segreti che nasconde nel piccolo paese della Bassa Normandia, ai piedi di Mont Saint-Michel: Caprice è una strega.
Nelle sue vene scorre la magia bianca degli antenati, un potere tale da permetterle di comprendere la natura e di interagire con gli animali.
La complicata esistenza della ragazza è messa a dura prova dall’incontro con Hassanji, personalità ambigua e sinistra, e da Jean Paul, addestratore di falchi.
Conoscerà un sentimento profondo, sopravvissuto alla decadenza dei secoli, capace di sconvolgere il suo mondo e di creare un aspro conflitto con la madre.
Scoprirà un avversario terribile, il Sacerdote Nero, ultimo discendente del leggendario Impero di Kush.
I presagi alla battaglia contro la stregoneria si moltiplicano sotto svariate forme e l’unica speranza pare essere contenuta nell’indecifrabile storia scritta sulle pagine del Monarque, il libro dell’occulto, dove compare l’ombra di un misterioso cavaliere, dal cuore impavido e mai rassegnato.

Recensione:
Inizierò questa mia recensione sottolineando che il personaggio di Caprice mi è stato subito simpatico fin dalle prime righe. Una ragazza che ha sempre dovuto lottare tra l’appartenere a un mondo normale o lasciarsi invece andare alla sua vera “ natura” (quella cioè di strega bianca) e quindi aderire al mondo della magia, così misterioso e affascinante.
La sua capacità di entrare in contatto con gli animali è davvero preziosa e le permette di uscire dall’isolamento da cui le persone (spesso crudeli nella loro mediocre normalità) l’hanno relegata.

“ Sei un capriccio – la schernivano le compagne – una voglia che si è tolto tuo padre!”

La sua unicità (i capelli bianchi da albina, il suo nome così particolare) la rende a mio modesto parere preziosa, proprio perché così diversa.

L’incontro con Jean Paul è magico: due anime che sembrano conoscersi da qualche tempo. Lui, così bello, tenebroso, un cavaliere dall’armatura scintillante (nel vero senso della parola) che di notte svolge la mansione di custode presso l’isola di Mont Saint Michel e di giorno ricopre il ruolo di addestratore di falchi.

“ Caprice, ne rimase immediatamente affascinata”.

In questo racconto, non manca alcun ingrediente: amore, magia, mistero e amore per la natura sono perfettamente dosati, consentono al lettore di appassionarsi alla lettura dello stesso.

Affascinante il rapporto tra Caprice e la madre (così cieca nei confronti della particolarità della figlia). Caprice ama stare in mezzo alla natura, respirare aria fresca, la madre invece la vorrebbe sempre in casa, racchiusa nel recinto che le ha costruito intorno e perennemente immersa nell’età dell’innocenza.

“ Il cavaliere sembrava abbracciare la sua diversità … si era distinto come la sola persona che non aveva battuto ciglio, di fronte al suo nome bizzarro”.

“ Mai, come in quel momento Caprice aveva percepito dalla madre una distanza immensa”.

Nel corso del racconto, la nostra giovane protagonista imparerà a conoscersi e a scoprire la sua vera natura.

Mi è piaciuto molto, è un racconto romantico e completo (non mancano nemmeno i draghi) avvolto da un’atmosfera magica e quasi palpabile. Spero tanto possa esservi un seguito, voglio davvero sapere cosa altro prevede tra le sue magiche pagine il libro Monarque per la piccola Caprice.

Lo consiglio a chi ama perdersi tra le pagine di un racconto, dimenticando completamente il mondo esterno!

Alla prossima.