Recensione: "Tutta colpa della mia impazienza (e di un fiore appena sbocciato)" di Virginia Bramati

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Titolo: Tutta colpa della mia impazienza (e di un fiore appena sbocciato)
Autore: Virginia Bramati
Editore: Giunti Editore
Pagine: 240 pagine
Prezzo: € 14,90 (cartaceo) € 5,99 (ebook)
«Sono nata con due mesi di anticipo, odio i tempi morti, sono fisicamente allergica ai giochi di pazienza e adoro il tasto fast forward»: Agnese è così, una ragazza esuberante, autonoma, in­sofferente verso il principio dell'«ogni cosa a suo tempo»… 
Ma improvvisamente, ecco che la vita prende una piega terribilmente dolorosa e la scaraventa dal centro di una metropoli che non dorme mai a una grande casa lungo un fiume, lontana quanto basta per essere immersa nei ritmi lenti e immutabili della campagna. Non solo: quando l'inverno finalmente è alle spalle e tutto sta per sbocciare, si ritrova sola, con un esame importante da preparare e solo il ronzio delle api a farle compagnia. 
Impulsiva come sempre, Agnese non si arrende e riesce ugualmente a riempirsi le giornate con tutto ciò che non dovrebbe fare… fino a che dalle pagine di un libro non spunta un piccolo dono prezioso: una bustina di semi di Impatiens, la pianta i cui fiori rosa hanno il potere di curare le ferite dell'anima e insegnare l'ascolto e l'armonia. 
Sullo sfondo di una campagna lombarda sorprendente e rigogliosa, non lontano dal magico borgo di Verate che le sue lettrici hanno imparato ad amare, Virginia Bramati ci regala ancora una volta una protagonista adorabile, piena di vita, alle prese con un mistero da risolvere, un esame da superare e soprattutto con il compito più difficile: scoprire che la felicità è molto più vicina di quanto pensiamo, se solo sappiamo rallentare e guardarla negli occhi.


LA MIA OPINIONE
Avevo adocchiato questo romanzo tra le prossime uscite e la trama mi aveva incuriosita, pur non avendo letto nessuno dei romanzi precedenti di Virginia Bramati.
Sapevo che mi serviva una lettura diversa in questo periodo, qualcosa di breve e romantico al punto giusto che mi facesse superare il blocco del lettore che ultimamente mi prende ogni due per tre.
Tutta colpa della mia impazienza (e di un fiore appena sbocciato) è arrivato sul mio Kindle al momento giusto. L'ho divorato in due sere e mi ha tenuta incollata alle pagine dalla prima all'ultima riga.

Nella vita di Agnese sembra tutto perfetto: la scuola, le amiche, il tennis e la sua famiglia. Tutto si muove in armonia, finché un terribile incidente non scombina le carte in tavola.
Costretta a trasferirsi dal centro di Milano alla campagna lombarda, nel paesino di Terzi, Agnese è costretta a raccogliere tutti i cocci della sua vita per provare a rimetterli insieme.
Immersa in un ambiente del tutto nuovo, dai ritmi lentissimi rispetto a quelli della città, Agnese si sente come un pesce fuor d'acqua, finché non incontra Adelchi, che le insegna il valore della natura e dell'attesa, della pazienza, proprio a lei che è così impaziente ed impulsiva.
Tra l'estate alle porte e la maturità da preparare, le vacanze a cui pensare e molti imprevisti in arrivo, la vita di Agnese cambia proprio vivendo in quello che sembra il paesino più tranquillo del mondo.

Quella che ci racconta Virginia Bramati in questo romanzo non è una storia straordinaria o piena di colpi di scena, ma è indubbiamente una storia realistica, che possiamo sentire vicina come se fosse capitata alla nostra migliore amica.
È così che pagina dopo pagina capita di percepire Agnese, che diventa un'amica, una confidente che ci racconta gli ultimi sei mesi della sua vita, piena di stravolgimenti, seguendo due line temporali, quella dell'inverno che poi diventa primavera e quella dell'estate piena.
Per lei, cresciuta in città, abituarsi alla vita ed ai ritmi della campagna non sarà così semplice, ma allo stesso tempo proprio la vita a Terzi le darà l'opportunità di rimettersi in sesto, dopo che la sua vita è cambiata così all'improvviso.
Impulsiva di natura e impaziente per vocazione, Agnese deve trovare un nuovo equilibrio.
Accanto a lei sin da subito troviamo Adelchi, un personaggio adorabile, che dietro un look dark nasconde tante passioni, che spaziano dalla letteratura alla floricoltura. Ade sin da subito si rivela un compagno prezioso per Agnese, una guida preziosa che l'aiuta a scoprire le bellezze della vita nella campagna lombarda.
Ovviamente nel romanzo non manca un aspetto romantico un po' imprevisto, del quale però non vi voglio spoilerare nulla, perché è un piacere leggere di questa storia d'amore che nasce un po' in sordina e che poi sa sorprendere.

Questo è un romanzo che ho apprezzato sicuramente per la sua delicatezza. La storia ha degli aspetti drammatici e nel corso della storia emergono anche sentimenti molto forti, ma il tutto è trattato con una delicatezza disarmante. Allo stesso tempo però la storia si rivela anche molto coinvolgente.
Tutta colpa della mia impazienza (e di un fiore appena sbocciato) si è rivelato un ottimo romanzo-cuscinetto, di quelli da leggere tra due letture impegnative, che sa catturare l'attenzione trattando di sentimenti forti e di aspetti anche drammatici ma senza cadere nel dramma più buio.
L'unica pecca, secondo me, è che si tratta di un romanzo troppo breve, che avrebbe avuto bisogno di qualche pagina in più per trovare la sua "dimensione" giusta.






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