sabato 23 marzo 2013

Recensione: "ALBION" di Bianca Marconero

Buongiorno, lettori!
Sono davvero molto contenta di parlarvi oggi di Albion, il libro di un’esordiente tutta italiana che spero vedremo ancora spesso sul nostro blog: Bianca Marconero.

Scheda tecnica:


Titolo: Albion
Autore: Bianca Marconero
Editore: Limited Editions Books
Prima edizione: 1 giugno 2013
Pagine: 400
Prezzo: € 14,90

Trama

Cresciuto senza madre, e dopo aver perduto il fratello maggiore – morto in circostanze misteriose –, nel giorno del funerale dell’amatissimo nonno, Marco Cinquedraghi riceve la notizia che gli cambierà la vita: deve lasciare Roma e partire per la Svizzera.
È infatti giunto il momento di iscriversi all’Albion College, la scuola in cui, da sempre, si diplomano i membri della sua famiglia.
Ma il blasonato collegio riserva molte sorprese. Tra duelli di spade e lezioni di filologia romanza, mistici poteri che riaffiorano e verità sepolte dal tempo che riemergono, Marco scoprirà il valore dell’amicizia e capirà che l’amore, quello vero, non si ottiene senza sacrificio.
Nelle trame ordite dal più grande dei maghi e nell’eco di un amore indimenticabile si ridestano legami immortali, scritti nel sangue. Fino all’epilogo, tra le mura di un’antica abbazia, dove Marco conoscerà la strada che le stelle hanno in serbo per lui. Il destino di un re il cui nome è leggenda.
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Marco Cinquedraghi ha un padre da incubo e una notevole difficoltà nel gestire la propria boria. Quando al funerale del nonno viene informato che dovrà frequentare l’Albion college, la scuola in cui si diplomano da generazioni i primogeniti della sua famiglia, non perde molto tempo a rimpiangere la vita di prima. C’è solo un piccolo problema: è in ritardo. Tremendo ritardo. Andare all’Albion infatti era onere e onore del fratello maggiore, morto anni prima, e solo il veto del nonno aveva impedito che Marco si iscrivesse a tempo debito.
Ora Marco si trova a dover recuperare due anni di lezioni, tra cui figurano niente meno che filologia romanza e arte del combattimento (non so voi, ma io me la sarei filata a gambe levate senza guardarmi indietro), e per farlo gli vengono affidati dei tutor che Marco non mancherà di strapazzare a dovere.
Non ci vorrà molto per capire che l’Albion non è una scuola come le altre, a partire dal criterio di ammissione che porta alcuni studenti ad essere regolari, e altri ad essere semplici borsisti. Questi ultimi ricambiano la possibilità di studiare all’Albion con vari servizi alla scuola e tra loro figura la bella Helena.
Avrete già capito cosa succede con Marco. Il povero figliolo cade dall’albero come una pera cotta, anche se non lo ammetterebbe nemmeno se l’alternativa fosse amputarsi la mano. In tutto questo, si uniscono una valanga di personaggi tra cui il migliore amico Lance Chevalier Du Lac (non smetterei mai di pronunciarlo, non vi sembra una poesia? Sì, Lance, oltre che tutte le ragazze dell’Albion hai conquistato anche me), oppure Deacon Emrys (il suo nome forse non suona bene come l’altro, ma è impossibile non amarlo) e ancora Erek Greystone e Darlin Blakpool.
All’inizio ammetto di aver insultato Cinquedraghi a più riprese. Se dopo tutto quello che gli ho augurato è ancora vivo deve avere un angelo custode scafandrato. Soprattutto durante la prima caccia (una sorta di ruba bandiera giocato di notte dove ci si scontra anche con spade di legno) a un certo punto credo di aver tirato giù qualche santo con i miei improperi. Andando avanti, però, ho potuto apprezzare la sua evoluzione che mi ha divertito e commosso. Vederlo passare dallo s*****o da schiaffi a un –quasi- normale ragazzo con gli occhioni dolci per la ragazza che gli piace mi ha riempito di soddisfazione. Soprattutto perché lei non sembra cedere facilmente e spero proprio che faccia sudare a Marco sette camicie (potete notare il lato sadico della vostra Alaisse).
Il personaggio che mi è piaciuto di più è sicuramente Deacon. Ironico, un po’ goffo e terribilmente dolce, è entrato subito nel mio cuore e il rapporto che si instaura con Cinquedraghi dopo gli inizi rocamboleschi è a dir poco esilarante. L’ironia dei personaggi è sicuramente un punto di forza della storia e, personalmente, è una cosa che cerco sempre quando leggo. Sotto metterò alcune citazioni, leggetele solo se non vi spaventa il rischio spoiler.
Arriviamo alle note dolenti.
Un aspetto negativo, secondo me, è che fin dall’inizio si capisce che c’è qualcosa di strano, qualcosa di sovrannaturale, ma ci vogliono quasi 150 pagine perché si palesi. Inoltre la trama non fa mistero del collegamento con il ciclo di Artù, quindi ho passato la prima metà del libro a chiedermi quando sarebbe saltato fuori questo collegamento. Certo, i primi capitoli sono stati necessari per introdurre Cinquedraghi nella realtà particolare della scuola, nel parlare dei rapporti che si creano tra gli altri studenti e della sua situazione scolastica disastrosa, ma ammetto di aver disperato, a un certo punto, di raggiungere una svolta. Per capire il legame che c’è con la leggenda dei Cavalieri della Tavola Rotonda bisogna arrivare proprio alla fine e questo, forse, mi ha un po’ rallentato nella lettura.
Nel percorso per arrivare alla verità non mancano gli episodi esilaranti e in particolare tra i dialoghi dei personaggi ci sono delle vere perle, tuttavia ho trovato il libro una sorta di introduzione e vicende molto più intriganti. Non è una cosa negativa, nel senso che in questo libro viene presentata molto bene la situazione e i personaggi, con uno stile molto scorrevole che non mi ha mai annoiato. Diciamo che, da appassionata di scene di battaglie e scontri sanguinosi, ne avrei voluto qualcuno in più alla fine del libro.
Inoltre ci sono alcune questioni rimaste in sospeso che continuano a tormentarmi, a cominciare dall’identità del misterioso M, che aiuta Marco in alcune occasioni, e a cosa si nasconde dietro i cambiamenti avvenuti all’Albion college.
Una cosa che ho trovato molto interessante e, a mio parere, originale è che non c’è un vero e proprio cattivo, a parte Cinquedraghi stesso che non è cattivo, solo str…. Ehm, sì, dicevamo?
Cioè, a differenza di molti romanzi del genere non c’è un Voldemort o un Anello da distruggere, non c’è qualcuno contro cui battersi. Oh, di personaggi negativi ce ne sono a dozzine a partire da Marco, almeno all’inizio, e da suo padre (l’ho già detto che è da incubo?) e le occasioni di scontro sono molte, ma il vero fulcro della vicenda non è combattere contro qualcuno, ma capire cosa ha portato l’Albion alla situazione attuale. Marco e i suoi amici non devono sconfiggere draghi, hanno uno scopo diverso, forse anche più importante, che è quello di comprendere ciò che li circonda e decidere da che parte stare.
Proprio per questo è difficile inquadrare questo romanzo. L’ambientazione è sicuramente fantasy, ma va molto oltre. Parla di crescita, di amicizia e soprattutto di scelte.
Questo primo libro mi ha lasciata insoddisfatta, ma nel senso buono perché mi ha lasciato con il desiderio di sapere cosa succederà a questi personaggi che hanno appena iniziato il loro cammino e che sembra puntare molto lontano!

Se leggerete, anzi, quando leggerete questo libro non esitate a lasciarmi un commento. Sono davvero curiosa di sapere cosa ne pensate ;)

5 commenti:

  1. Io l'ho iniziato da pochi giorni e ancora devo entrare nel cuore della storia :)
    Non appena lo finisco commento meglio v.v

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    1. Io l'ho trovato un po' lento all'inizio proprio perché c'è tutto l'inserimento di Marco nella scuola e forse un po' rallenta la lettura, ma poi gli eventi si fanno molto interessanti^^

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  2. Uff ma ce l'avete tutte! Devo prenderlo anche io assolutamente!

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  3. lo voglio leggere!!! ma quando? la mia lista di lettura non ha fine....

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