lunedì 19 maggio 2014

Recensioni a confronto: SI LASCIANO TUTTI - SIMONE LAUDIERO



Buongiorno a tutti!
Oggi vi aspetta una super recensione di Si lasciano tutti di Simone Laudiero, o meglio una tripla recensione.
Stefania, Rosy e Alaisse hanno letto questo libro dandone tre giudizi totalmente diversi. Mentre Stefania è rimasta insoddisfatta e Rosy lo ha trovato piacevole ma niente di che, Alaisse lo ha adorato.

Queste recensioni a confronto dimostrano proprio che i gusti sono gusti.


Più riguardo a Si lasciano tutti

Titolo: Si lasciano tutti
Autore: Simone Laudiero
Pagine: 310 pp.
Editore: Sperling & Kupfer

Trama: Roberto è un trentenne con un imprecisato lavoro di segreteria e quella faccia lì: la faccia di chi si è appena lasciato con la ragazza. Eppure lui e Sandra sono ancora insieme. Va bene, non sarà un amore travolgente, ma può funzionare e Roberto è pronto al grande passo: trasferirsi da lei. Prima o poi però tutti si lasciano, e allora anche i nonni ottantenni di Sandra annunciano il divorzio. Peccato che la casa in cui Sandra e Roberto pensano di convivere appartenga alla nonna e che lei, tornata single, abbia deciso di sfrattare la nipote. Tutti i progetti della coppia rischiano di andare in fumo da un momento all'altro, e Roberto non ha intenzione di stare a guardare. Una scanzonata - e comicissima - commedia sull'amore dedicata a chi quasi riesce a farne a meno (quasi!). Perché non è che Roberto si fidi tanto della teoria della coppia ultraterrena, per cui a un certo punto nella vita arriva la vera storia d'amore che ti ripaga di tutte le storie di merda. Ma chissà che la battaglia contro la famiglia di Sandra non lo aiuti a capire cosa vuole davvero.

Cosa ne pensa Stefania:

Il protagonista di questo romanzo è Roberto, un giovane professionista napoletano, sottopagato e a mio parere perennemente insoddisfatto.
Roberto "sente" che sta per finire la sua storia con Sandra, dopo due anni, per capirci qualcosa l'autore torna indietro nel tempo e ci racconta sia la loro storia che tutte le altre di Roberto.
Le storie passate, che vanno dal primo bacio stampo dei 12 anni alla quasi convivenza dei 32 con Sandra si alternano al presente. Consiglieri nel tempo di Roberto sono i suoi storici amici Tommaso, Minerva e Anna, sebbene nemmeno loro abbiano esperienza di storie serie e durature.
Nel presente, la questione è conservare la casa di Sandra di cui sua nonna vuole rientrare in possesso, dietro ci sono tutta una serie di intrighi familiari e così Roberto si trasforma in segugio, lui a quel terrazzino non vuole proprio rinunciare! Ma, secondo voi, se un terrazzino è tanto decisivo per una storia, può mai essere questa ben consolidata?
Lascio a voi scoprire come va a finire, sia col terrazzino che con Sandra.
Il titolo sembra il grido disfattista di chi si guarda intorno e vede coppie che stanno insieme da anni, a volte decenni e che si lasciano da un giorno all'altro. La constatazione che giustifica chi non vuole impegnarsi, tanto "si lasciano tutti" alla fine.
Non sapevo cosa aspettarmi da questo romanzo, ero titubante all'inizio ma poi mi sono lasciata trascinare dal tam tam e così l'ho letto, tutto d'un fiato.
Ebbene, devo dire che la fine mi ha lasciata alquanto perplessa, credo di aver letto dei paragoni con Woody Allen e, onestamente, il romanzo un po' ricorda i film del celebre regista hollywoodiano.










Cosa ne pensa Rosy:

Si lasciano tutti è uno squarcio sulla vita amorosa di Roberto. La narrazione alterna il racconto della situazione attuale, Roberto e Sandra che cercano di gestire una strana crisi coniugale tra ottantenni, al racconto delle rotture con le varie ex fidanzate di Roberto: dalla primissima, a cui nemmeno aveva dato un vero bacio (sono stati insieme nove giorni, sette dei quali lei li ha trascorsi in vacanza), fino all'ultima. Tutte rotture che, a detta di Roberto, sono avvenute per incapacità di stare insieme o per incompatibilità. Una volta è lui a lasciare spezzando il cuore della povera Lucia Salazar, una volta è lui ad essere lasciato. 
Si lasciano tutti di Simone Laudiero è un libro che mi ha suscitato essenzialmente due emozioni: comprensione e rabbia. Comprensione nei confronti del protagonista Roberto, a cui sembra capitare di incontrare sempre, sempre la ragazza sbagliata. Rabbia ancora nei confronti del protagonista che dimostra un'immaturità incredibile nel relazionarsi con le donne! Non gliene va mai una bene: o per una ragione o per l'altra tutte le sue relazioni finiscono. Beh, forse è anche il fatto che sono donna e che essenzialmente non capisco come funziona la mentalità di Roberto, rappresentante del genere maschile (Dio ce ne scampi), ma effettivamente quando una delle sue ex lo lascia dicendogli "noi non ci capiamo" io capisco che non si capiscono e so cosa lei gli sta dicendo...ma lui no...non ci arriva. 
Si lasciano tutti è un libro che si legge alla leggera, ci si fa due risate sulle esperienze passate di questo ragazzo napoletano che ormai supera la trentina e che vive ancora con mammà. 
Raccontato con la stessa leggerezza con cui racconteresti una storia all'amico di turno, con una birra in mano e magari un pezzo di casatiello nell'altra. Lo stile di Laudiero è semplice e scorrevole a tratti (o forse più) ironico, un modo di scrivere che accompagna il lettore per mano fino alla fine, che in realtà non è proprio la fine perchè si sa, si lasciano tutti (assunto che io NON condivido).
Se cercate una lettura piacevole, ben scritta, ironica, divertente e perchè no, sarcastica, allora questo libro fa per voi. Io l'ho trovato molto, molto carino, ma credo che se lo avessi letto in un altro momento della mia vita non avrei avuto che brutte parole per un tipo come Roberto. Un tipo che cerca di prendersi delle responsabilità, che tenta il tutto per tutto, ma non lo fa per amore, lo fa perchè ormai ha trent'anni ed è ora di lasciare mammà.







Cosa ne pensa Alaisse:

Roberto vive a Napoli e sta per rompere con la sua ragazza. 

«Ci lasciamo domani». 
«Ma che dici?». 
«Io e Sandra ci lasciamo domani», ripete Roberto. 
«Così, dopo due anni», Minerva schiocca le dita. «E quando l’hai deciso?». 
«Non l’ho deciso. Non è che voglio lasciarla io».
«E come lo sai, allora?». 
«Non lo so. Ma domani finisce che ci lasciamo».

Questo è il prologo che ci catapulta nel vivo della storia, dove Roberto deve lottare insieme a Sandra per la casa in cui vogliono vivere. I nonni della ragazza, infatti, si stanno separando e la nonna ha deciso di andare a vivere nella casa di città, quella dove abita Sandra, e dove i due giovani avevano progettato di andare a vivere insieme. 
Roberto si improvvisa così detective e cerca di scoprire la causa della rottura dei nonni, nella speranza di farli riappacificare e tenersi il terrazzino che conserva tanti ricordi e tante speranze per il futuro. 
All’inizio anche Sandra partecipa all’investigazione. 

«Allora tu tieni impegnato mio nonno e io parlo con la nonna».
«Che vuol dire tieni impegnato?». 
«Parlagli di qualcosa. Di cani».
«Di cani?». 
«Mio nonno adora i cani. I cani da caccia. Da quando ha smesso di lavorare non pensa ad altro. Tu hai un cane, no?». 
«Jimi, il cane più vecchio del mondo».
«Perfetto. Fagli qualche domanda su Jimi».
«Tipo, quando morirà?». 
«Ma hai paura di mio nonno?». 
«Dipende. È lui che ha ammazzato il cinghiale all’ingresso?».

Finché persino Sandra getta la spugna e Roberto si trova da solo a seguire il cugino di lei, Gianmarco, per scoprire il mistero dietro la rottura dei nonni. 
Al giallo su questo inaspettato divorzio si alternano i flashback delle rotture di Roberto, a partire dalla prima con Sonia Parisio, a dodici anni, per arrivare fino alla più recente.

Tra messaggi sui social network e incontri al bar, Roberto si destreggia nel suo ruolo di investigatore senza infamia e senza lode, con colpi di fortuna e consigli da parte di ex non proprio dimenticate. Fino alla grande scoperta, all’illuminazione che spiega tutto e che può salvarli. 
O forse no. 
Perché, in fondo, Si lasciano tutti. 

Quello che mi è piaciuto di più del libro è sicuramente la personalità del protagonista. Un po’ scanzonato, testardo, ironico e sempre innamorato. A volte è lui che lascia, più spesso è lui quello che viene scaricato. Chiede i perché, ma non li sa dare. 
 Ambientato a Napoli, anche se con qualche fuga in altri posti, questo libro dà l’impressione di essere immersi nella sua atmosfera, con tanti personaggi che ruotano attorno al protagonista in un ballo frenetico. 
Anche la brevità dei capitoli, suddivisi in paragrafi più corti, dà l’impressione di brevi stralci di vita, mescolati insieme fino a dare forma alla storia. 
Non si tratta di un’unica storia romantica, anche se l’amore è l’argomento principale, ma piuttosto una raccolta di episodi che hanno in comune l’adagio del titolo: si lasciano tutti. Potrebbe sembrare deprimente, invece la freschezza dello stile e l’occhio disincantato del protagonista rendono le sue tragiche storie amorose un insieme di aneddoti gustosi, di quelli da raccontare agli amici davanti a una birra. Cosa che – tra l’altro – succede anche nel libro.
Aggiungete a tutto questo due genitori ossessionati da 24, amici che lo assecondano anche nelle trovate più assurde e una ex che si rifà improvvisamente viva e capirete quanto possa essere intensa la vita di Roberto. 

Ammetto di essermi trovata spesso spiazzata dallo stile, che contiene molti dialettismi, e in alcune occasioni ho dovuto googlare. 
Tanto per dirne una, a quanto pare, secondo i personaggi di Si lasciano tutti, qui al Nord teniamo la cazzimma. E se volete scoprire cos’è, giusto per sapere se è contagiosa, ecco la spiegazione che ho trovato io.

Ho impiegato diverso tempo, poi, per capire che quando i personaggi “addentano un cornicione” non stanno demolendo un edificio, ma si parla dei bordi della pizza napoletana, detti appunto cornicioni. Forse voi lo sapevate già, ma per me è stata una mezza rivelazione.
Insomma, oltre all’umorismo e alle batoste sentimentali, questo libro mi ha fatto sorridere per la prospettiva diversa da cui ho potuto guardare i personaggi. Nord e Sud si mescolano e le battute sulle diversità strizzano l’occhio al buon vecchio pregiudizio. 
Il bello è proprio questo essere immerso nell’attualità, fin nei piccoli dettagli, e il progredire della storia su due binari paralleli, il passato e il presente, che finiranno per intrecciarsi comunque. 
È una lettura che mi è piaciuta e di cui sono molto soddisfatta. Ve la consiglio anche, e soprattutto, se non siete amanti del genere romantico classico, perché saprà sorprendervi. 





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