venerdì 15 aprile 2016

Recensione: La legge dell'Oblio, di Luca Simioni


Titolo: La legge dell'oblio
Autore: Luca Simioni

Prima edizione: Limana Umanìta 2015
Copertina morbida,
350 pagine
Prezzo copertina: 15,00 €
ISBN: 978-88-909664-3-9



Sinossi:
"Non c'è nulla di poetico nei confini: sono il punto in cui una lunga lama separa quel che è nostro da ciò che potrebbe diventarlo". Gli uomini non conoscono più il deserto, per secoli gli occhi rossi degli wadi l'hanno sorvegliato per loro dall'alto delle torri. Oggi ne hanno paura, perché i predoni si sono fatti più temerari: qualcosa sta accadendo oltre le distese di sabbia bianca, ed è giunto il momento di scoprire cosa. Chiamato alla missione, Mado saluta la propria comunità-torre per un viaggio dall'esito incerto insieme a compagni che non si è scelto, e i suoi occhi di wadi saranno testimoni dei terribili miracoli di una magia dimenticata e della sorte di rinnegati sanguinari. Mentre macchine e armi straordinarie avanzano per combattere l'impero, Mado sarà impegnato a difendere la sua famiglia e la sua gente, ma l'attacco più grave è quello che ne sta minando le certezze, dopo quanto visto nel deserto: una blasfema minaccia per il dominio degli uomini, miracolosamente sfuggita alla legge dell'oblio.


Recensione

Sono molto contenta di avere deciso di leggere questo libro, perché da amante del genere, finalmente ho avuto la possibilità di leggere un fantasy appassionante e ben scritto.

Ho iniziato a leggere La legge dell'oblio pochi giorni dopo aver visto Mad Max - Fury road, forse anche per questo motivo vi ho associato l'ambientazione nel deserto e la decadenza di questa società formata da esseri di varie razza e basata su ruoli ben definiti e decisi sin dalla nascita, che paiono rendere solida la costituzione del regno, ma che portano in modo inevitabile anche al crescere di tensioni, destinate prima o poi a sfociare in una guerra.

Scritto con uno stile tutt'altro che banale, non presenta alcun problema da questo punto di vista. L'editing è molto curato, cosa che ho molto apprezzato e che dimostra la serietà della casa editrice.

L'ambientazione è un po' diversa da quella del fantasy classico, il libro è infatti ambientato in un periodo storico simile al nostro ottocento: la tecnologia è avanzata e si conoscono carbone e fucili, ci sono macchine volanti e addirittura sistemi di illuminazione a petrolio.

Il protagonista principale è Mado: un soldato intelligente, un padre di famiglia costretto ad abbandonare i suoi cari per prendere parte a una missione insieme a un gruppo eterogeneo.
Non è un umano, ma uno Wadi. La sua razza è perlopiù composta da guerrieri, visto che grazie ai loro grandi occhi rossi riescono a vedere al buio senza problemi, sentono rumori anche flebili e sono privi di odore. Per aiutare i soldati, oltre a queste predisposizioni naturali, essi masticano delle foglie che ne intensificano i riflessi e che li rendono meno sensibili, attutendo la stanchezza e il senso di dolore, ma anche rendendoli più simili a delle insensibili macchine da guerra. Un'altra caratteristica degna di nota degli Wadi è la loro incapacità di mentire.

Ad accompagnare Mado nella sua avventura, ci sarà uno dei personaggi più interessanti del libro: Maja Brau. Sarà lei a comandare la missione alla quale anche Mado prenderà parte. Brau è una senzasangue: una creatura più simile a una grossa lucertola che a un essere umano, un essere privo di organi vitali, che per questo non sanguina e sopravvive a ferite che per qualunque altro essere sarebbero fatali.

Oltre a loro, ci saranno umani, mazar, ganee e altri ancora. Ciascuna di queste razze ha caratteristiche ben definite, che spesso portano l'attenzione sui cinque sensi, che paiono essere quasi 'spartiti' tra i vari protagonisti, accentuati nelle razze guerriere e poco sviluppati negli umani (che hanno dalla loro l'astuzia e il potere) e da altre razze come ad esempio i Mazar (piccoli esseri che per natura non parlano e che non hanno delle vere e proprie braccia, che hanno invece un'intelligenza strategica molto sviluppata).
Tengo a menzionare anche Tina, la moglie di Mado, che sarà presente nel corso del libro, il suo ricordo e la sua voce (che lei "registra" in una pietra un po' particolare) daranno forza allo Wadi e lo aiuteranno a trovare la concentrazione e la speranza nei momenti più difficili.


Quando si legge un fantasy, è fondamentale che le leggi del mondo che si è creato siano coerenti e che la struttura, l'ambiente e le varie creature che compongono questo mondo siano raccontate, giustificate e che sia permesso al lettore di comprendere tutti i dettagli, assimilandone un po' alla volta.

Ammetto che leggendo i primi capitoli mi sono ritrovata un po' spaesata di fronte ai nomi dei numerosi protagonisti e ai vari termini che non avevano per me alcun significato, ma è abbastanza normale che un mondo nuovo sia difficile da digerire all'inizio, il bello viene nel momento in cui si prende familiarità con questo mondo, cosa che per me è avvenuta senza problemi dopo il momento un po' difficile all'inizio.

La Legge dell'oblio comanda l'eliminazione degli sconfitti e delle loro leggende e tradizioni, mette in pratica qualcosa che anche nel nostro mondo i potenti hanno sempre cercato di fare: eliminare ciò che distingue i popoli, cancellare i ricordi delle guerre passate, per portarli a convincersi che le cose siano sempre andate bene così e per mantenere la fedeltà al regnante.

La trama di questo libro è ricca di colpi di scena che io non intendo svelare. Dico solo che a me la storia è piaciuta molto. Per mio gusto personale ho apprezzato molto di più le parti nelle quali venivano esplorate le usanze delle varie popolazioni e la struttura della società, oltre alle parti nelle quali erano descritte le interazioni tra i vari personaggi. Ammetto però che anche le scene di battaglia erano ben descritte e che non sono state pesanti, anche se per mio gusto sono state un po' lunghe (cosa che per molti, soprattutto per il pubblico maschile, è invece un pregio).

Ho adorato il finale, anche se ho capito cosa intendeva l'autore quando  mi ha detto "Il veleno è alla fine". Spero di cuore di poter leggere in futuro qualcosa di più su questi personaggi, soprattutto su Brau, che ha forse fin troppo potenziale viste le sue caratteristiche.

Consiglio questo libro a tutti gli amanti del fantasy, perché è appassionante e per nulla scontato. I personaggi che lo popolano non sono facili da dividere in buoni o cattivi, perché ciascuno agisce spinto dal desiderio (più o meno egoistico) di migliorare la propria condizione, spesso a scapito di qualcun altro (ma non capita questo, nel nostro mondo?). 



quattro cuori e mezzo




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