Recensione: IL MARE NASCONDE LE STELLE di FRANCESCA BARRA

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Titolo: Il mare nascone le stelle
Autrice: Francesca Barra
Editore: Garzanti
Pagine: 154
Sinossi: Il mare sembra una distesa infinita. Remon ha quattordici anni e da giorni è su una barca, infreddolito ed affamato. Il rumore della paura è assordante in quel silenzio. Ma Remon non si sente solo. Guarda il cielo e affida alle stelle la cosa più importante per lui: il suo sogno di libertà. Non sa dove è diretto. Sa bene da cosa sta fuggendo. Dal suo paese, l'Egitto. Dall'odio e dalla intolleranza che hanno cambiato la sua vita all'improvviso. Perché Remon è cristiano e non è più libero di giocare per le strade, di andare a scuola, di pregare Dio. È stato costretto a scappare senza dire addio alla sua famiglia. Nei suoi occhi, troppo piccoli per aver visto già tanto dolore, rivede i momenti felici con loro: gli abbracci di sua madre, le chiacchiere con suo padre, le risa con suo fratello. Tutto ora appare così lontano. Ora che il suo viaggio è finito e una terra sconosciuta lo accoglie: l'Italia.
Remon non si aspetta più nulla dal futuro. Eppure i miracoli possono accadere. Perché basta poco per sentirsi di nuovo a casa. Basta l'affetto di amici inaspettati. Basta l'appoggio di insegnanti che credono in te. Basta l'impegno e la passione per lo studio. Remon giorno dopo giorno ritrova la speranza e il coraggio di sorridere ancora. Senza dimenticare il passato. Senza dimenticare da dove viene. Ma forte di una nuova scoperta: a volte anche dal mare si può volare.
Recensione:
Sono molto sensibile alla diaspora dei migranti di questi ultimi tempi e soprattutto alla questione dei minori non accompagnati e dei bambini in genere che, per sfuggire dalla guerra e dalla miseria, intraprendono questi viaggi della speranza, a volte dai risvolti meramente tragici purtroppo.

Letta la trama, quindi, mi sono interessata subito a questo piccolo (solo per la lunghezza) romanzo che già solo a vedersi ha titolo e copertina molto evocativi.

E' la storia di Remon, quattordicenne egiziano, cristiano copto, che decide di partire alla volta dell'Italia per poter vivere liberamente e studiare senza essere continuo bersaglio di angherie perché non musulmano.

Remon decide autonomamente di scappare e per farlo trae persino in inganno i propri genitori perché ha bisogno di loro per pagarsi il viaggio ma sa che non lo lascerebbero mai andare se solo sapessero.

Dopo varie traversie, Remon riesce ad imbarcarsi ma il viaggio è una vera e propria odissea, non c'è granché cibo ne acqua, il sole brucia la pelle già irritata dal sole e la notte è fredda e spesso così buia da atterrire.

Per fortuna, la storia di Remon non si interrompe in mare e ricomincia in Italia, sognando Milano ovviamente si ritrova invece in Sicilia.

I primi tempi passano in un centro d'accoglienza per minori, la lontananza da casa si fa sentire e la solitudine per un ragazzino come Remon non può che essere devastante. Tra qualche chiamata a casa e l'ascolto di alcuni operatori, Remon inizia ad aprirsi ma il suo sogno è sempre quello di essere amato da una vera famiglia oltre che di diventare ingegnere. Quanto a questo suo sogno, Remon inizia gli studi in Italia e nonostante le difficoltà linguistiche si impegna per riuscire.

Una nuova casa, una nuova famiglia, una nuova lingua, una nuova cultura, nuove amicizie ed amori ma non è detto che il nuovo sia sempre meglio o spaventoso. 

Dei passi sono davvero emozionanti, Remon che ricorda gli episodi familiari e i suoi affetti fa davvero tenerezza. In fondo è solo un ragazzino e si trova catapultato in una situazione difficile, costretto ad una scelta estrema, specie per qualcuno della sua età.

Un libro che andrebbe letto soprattutto oggigiorno, dedicato ai ragazzini del nostro presente, insoddisfatti per questioni spesso ridicole. Remon ha fede e sogni costruttivi, ha rischiato la vita e rinunciato a tanto per essere libero di credere e studiare, a suo modo dovrebbe essere d'esempio.





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